Ecco la riflessione domenicale di Pino De Seta, espero di ambiente, vibonese, sulla cura del mondo che ci circa, corredata da una foto storica. “Circa 40 anni fa, qualcuno iniziava a pulire spiagge, strade, giardini dando esempio di impegno sociale, di cittadinanza attiva, derisi da quanti, oggi, e per decenni, hanno fatto finta di niente o sono stati complici del degrado. Però mi chiedo: se ancora ci sono giovani e meno giovani che continuano a pulire luoghi di interesse pubblico qualcosa, secondo me, non ha funzionato” osserva.
“Non vi è dubbio che le azioni che possano definirci cittadini vanno perseguite, ma non sono sufficienti, quasi insignificanti. Si dice che, giustamente, si deve fare la raccolta differenziata, riciclare plastica, carta e cartone, organico, anche se in questa nostra terra non sappiamo la destinazione finale dei rifiuti che si producono, tranne quelli che vanno nelle assurde ed anacronistiche discariche. A tutto ciò aggiungiamo l’altra faccia della medaglia: aumenta sempre di più la produzione di plastica, imballaggi e contenitori inutili, nonché dannosi. Si riuscirà un giorno a spezzare questa grande ambiguità planetaria?” si chiede Pino De Seta.
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