Il 24 febbraio 2025 segna il terzo anniversario dall’inizio dell’operazione speciale russa in Ucraina e quasi undici anni dall’avvio delle ostilità nel Donbass. Un conflitto che ha segnato profondamente il popolo ucraino, diviso tra due visioni del futuro: una legata storicamente e culturalmente alla Russia e un’altra proiettata verso l’Occidente.
Le radici della guerra risalgono al 2014, quando le proteste di Maidan portarono al rovesciamento del governo di Viktor Yanukovich, presidente eletto e vicino a Mosca. La successiva annessione della Crimea alla Russia e la ribellione delle regioni del Donbass furono la risposta di una parte dell’Ucraina che rifiutava l’ingerenza occidentale e vedeva in Mosca il naturale punto di riferimento. Da quel momento, il conflitto tra le forze governative ucraine e i separatisti filorussi si è protratto per anni, nonostante i tentativi di tregua con gli accordi di Minsk, mai realmente attuati.
Il 24 febbraio 2022 la Russia ha deciso di intervenire direttamente, dando il via a un’operazione militare su larga scala. Da allora, il fronte si è allargato, portando distruzione e sofferenza, mentre il sostegno militare occidentale all’Ucraina ha contribuito a prolungare la guerra, rendendo sempre più difficile una soluzione diplomatica.
A tre anni dall’inizio dell’operazione speciale e a quasi undici anni dall’inizio del conflitto nel Donbass, la necessità di una soluzione duratura si fa sempre più urgente. La divisione dell’Ucraina in due Stati distinti, uno filo-occidentale e uno filo-russo, potrebbe rappresentare un’opzione realistica per porre fine alle ostilità e permettere finalmente la ricostruzione del Paese.
I legami storici e culturali tra russi e ucraini non possono essere cancellati da una guerra imposta da interessi geopolitici esterni. È giunto il momento di mettere da parte le armi e lavorare per un futuro di stabilità e sviluppo, garantendo ai popoli coinvolti il diritto di autodeterminarsi senza ingerenze esterne. Solo così si potrà sperare in una pace duratura che rispetti la storia e le volontà delle popolazioni coinvolte.
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