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Dl anti-violenze ai sanitari: arresto in flagranza differita, pene fino 5 anni

Via libera al decreto contro le violenze ai sanitari durante il Consiglio dei ministri. Lo chiedeva tutto il mondo sanitario. Il testo contiene le misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari. Il provvedimento voluto dal governo Meloni dopo l’escalation di episodi si compone di 5 articoli, il primo dei quali va a modificare l’articolo 635 del Codice penale: prevede la reclusione da 1 a 5 anni e la multa fino a 10 mila euro. L’articolo 2 prevede che, “quando non è possibile procedere con l’arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica o individuale, si considera” l’autore della violenza “in stato di flagranza sulla base di documentazione video-fotografica; o di altra documentazione legittimamente ottenuta da dispositivi di comunicazione informativa o telematica; dalla quale emerga inequivocabilmente il fatto. Sempre che l’arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le 48 ore dal fatto”.

L’articolo 3 prevede che le telecamere all’interno delle strutture sanitarie andranno segnalate nel rispetto della privacy; mentre all’articolo 4 si precisa che dal decreto “non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. L’articolo 5 ricorda infine che l’entrata in vigore del Dl, che sarà presentato alle Camere per la conversione in legge, scatta il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Soddisfatto il ministro Orazio Schillaci che ha illustrato il provvedimento in conferenza stampa. Con il decreto “è immediatamente applicabile l’arresto in flagranza di reato anche differita per chi aggredisce un operatore sanitario. Abbiamo mantenuto un impegno preso con chi ogni giorno si dedica con competenza e dedizione alla cura dei cittadini. E non merita di essere oggetto di violenza”.

“Abbiamo provveduto – ha spiegaato il ministro della giustizia Carlo Nordio – in due direzioni. La prima è sostanziale: aumentando la pena per il danneggiamento aggravato sulle pertinenze di strutture sanitarie e non solo fino a 5 anni; che viene coniugato con l’elemento procedurale che impone l’arresto obbligatorio nella flagranza di reato quando sono commesse lesioni, minacce aggravate o danneggiamento nell’ambito delle strutture sanitarie. Il secondo aspetto – prosegue il Guardasigilli – riguarda la flagranza di reato. Che, in questo caso, è estesa nell’ambito delle 48 ore successive. Si tratta di un arresto differito quando le ragioni di incolumità o impossibilità di effettuare l’arresto non consentano l’arresto, che è possibile differire appena scoperti gli autori di questi reati”.

Redazione

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