Esteri

Incidenti collaterali in Lettonia e Romania

Non ci sono dubbi si sia trattato di un incidente collaterale della guerra alle porte dell’Europa. Un drone della Federazione Russa, infatti, è entrato la notte scorsa nello spazio aereo della Romania (non è un Paese Nato), arrivando fino al lago di Razim, a ridosso della frontiera con l’Ucraina. Da Bucarest minimizzano. Il ministero della Difesa romeno ha confermato che il drone ha abbandonato il territorio della Romania senza essere abbattuto, e che squadre speciali stanno controllando la zona in prossimità del lago per trovare il luogo del possibile impatto di un secondo drone. Episodi analoghi si sono già registrati in passato in prossimità del confine tra Romania e Ucraina.

L’incidente collaterale è avvenuto mentre la Federazione portava avanti attacchi contro “obiettivi civili e infrastrutture portuali” lungo il Danubio, in Ucraina. Lo ha precisato il Ministero rumeno. Le autorità hanno anche inviato avvisi ai residenti di due regioni orientali: le contee di Tulcea e Costanza (i messaggi sono stati inviati rispettivamente alle 2:20 e alle 2:38). Le prime analisi indicano che potrebbe esserci una “zona di impatto” in un’area disabitata vicino al villaggio rumeno di Periprava, dicono le autorità romene che hanno aperto un’inchiesta.

La Romania ha confermato la presenza di frammenti di droni sul suo territorio in diverse occasioni. Incidenti collaterali, nessuna provocazione. L’Ispettorato generale per le situazioni di emergenza in merito alle aree vicine al confine ha più volte informato che sarebbero potute essere a rischio di incidenti in caso di attacco delle forze russe ai porti ucraini sul Danubio, dall’altra parte del fiume rispetto alla Romania.

“Questi atti sono irresponsabili e potenzialmente pericolosi” si limita a commentare il vice segretario generale della Nato. Mircea Geoana evidenzia la non intenzionalità. Un incidente molto simile si è registrato in Lettonia. “E’ in corso un’indagine. Siamo in stretto contatto con i nostri alleati”. Lo scrive su X il presidente lettone Edgars Rinkevics, sottolineando che “il numero di questi incidenti sta aumentando lungo il fianco orientale della Nato”.

Redazione

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