Cronaca

Le festività: come sono cambiate nel mondo industriale

Le festività sono profondamente cambiate dopo l’avvento di un mondo industriale sempre più razionale: la maggior parte delle feste che celebriamo da millenni hanno avuto un’origine diversa e profondamente legata alla natura, alla stagionalità, al raccolto e a molto altro che avesse a che fare con la materia naturale.

Anticamente, dunque, le feste erano legate alla terra, alla materia e al ciclo primario del mondo che gli esseri umani ringraziavano, perché regolava la loro vita, il loro nutrimento, il loro benessere e le loro attività quotidiane. Ormai il senso di molte festività si è perso, perché il mondo industriale ha profondamente cambiato il volto delle loro origini e soprattutto la percezione che ne ha l’essere umano.

Oggi le festività sono colme di aspettative, dedite allo spreco e alla difficoltà di recupero di alcuni valori fondanti che le hanno istituite in origine: eppure, in questa confusione, ancora qualcosa scuote le coscienze.

Eppure, un evento natalizio permette ancora di recuperare vecchi ricordi di infanzia o di crearne di nuovi nel cuore dei bambini, aiuta a riscoprire le umane doti di empatia, di sostegno, di affetto, di convivialità e di rispetto tra gli individui e propone messaggi di speranza -a patto che lo spirito del Natale venga sentito davvero-.
Le festività del Natale, o quelle dedicate alla patria, oggi sono le più sentite dalla popolazione mondiale e sono quelle che permettono davvero di recuperare emozioni e sentimenti puri, ma che dire di tutte le altre? Come si approccia oggi l’essere umano industrializzato alle festività?

Le feste del mondo industrializzato: come vengono vissute dall’uomo moderno

L’uomo moderno è capace di ottenere quasi tutto e di trovare una soluzione a qualsiasi problema per garantirsi comodità, comfort e per perseguire la tendenza al lusso che tanto lo fa sentire fiducioso nei propri mezzi.

Nonostante ciò, in un mondo in cui sembra non mancare nulla, le aspettative rimangono sempre alte quando si parla dell’avvento e della celebrazione delle festività, salvo poi rimanere particolarmente delusi quando tutte quelle aspettative seppur concretizzate, non suscitano un riscontro emotivo davvero intenso e partecipato.

L’industrializzazione ha portato notevoli vantaggi, ma l’effetto collaterale è stato sicuramente quello di un impoverimento emotivo: ovviamente, questo impoverimento non è da attribuire all’avvento del progresso ma al progressivo cambiamento del focus sulle priorità dell’essere umano il quale, incentrato per di più sul controllo delle proprie attività e sul proprio lavoro, non riesce più a dare il giusto spazio e la giusta importanza alla cura delle relazioni sociali e familiari.

Inoltre, in un mondo in cui tutto è a portata di mano, le sensazioni di meraviglia e di stupore hanno lasciato più spazio alla disillusione e alla monotonia: ormai è difficile stupire l’uomo moderno con un regalo, con un’usanza tradizionale o con un evento meno consueto.

La disillusione dell’uomo moderno durante le festività

L’uomo moderno è ormati disilluso e vive le festività con un velo di tristezza e di disarmonia: l’antica festa del Natale era la festa del raccolto e del solstizio di inverno, momento conviviale da condividere con la propria comunità, il resto delle feste sono state per anni occasioni per passare dei momenti felici e in compagnia che rafforzavano il senso di appartenenza alla comunità.

L’uomo industrializzato vive una crisi della coscienza già dagli inizi del ‘900: lo dice la letteratura italiana, lo dicono gli studi sociologici, e ha perso l’attaccamento allo stupore, alla terra, alla tradizione; non esistono più i veri significati delle feste, l’attesa, la riscoperta dei legami.

Per recuperare il sentimento della felicità e della contentezza basterebbe fermarsi un attimo per riesplorare sensazioni come la gioia e la gratitudine per le piccole cose: oggi non basta essere direttori d’azienda, banchieri, imprenditori e avere tanti soldi per essere felici; l’uomo moderno ha perso questa consapevolezza.

Il denaro è sicuramente necessario per vivere e per vivere bene, avere delle aspirazioni è sacro ed è propedeutico a renderci persone migliori, persone sociali, persone capaci di dare un contributo alla comunità; ma questo non deve comportare l’anestesia delle sensazioni, della gioia e dei sentimenti. Anzi, le festività potrebbero essere vissute come le occasioni migliori per recuperare un rapporto familiare, per godersi la compagnia delle persone care e per godere delle cose semplici e significative che la vita ci offre senza chiedere nulla in cambio.

Redazione

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