Detto fatto: dimissioni in cambio della libertà. Ai posteri l’ardua sentenza sulla scelta che ha dovuto fare Giovanni Toti, già Governatore della Liguria. Dopo 86 giorni ai domiciliari ad Ameglia il giornalista Giovanni Toti è un uomo libero. La Procura ligure lo indaga per corruzione e finanziamento illecito ai partiti (oltre a voto di scambio).
Il giudice per le indagini preliminari Paola Faggioni, che lo scorso 7 maggio aveva disposto la misura cautelare nei confronti dell’ex presidente della Regione Liguria, ha notificato la sua decisione al legale di Toti, Stefano Savi. La Procura, nelle scorse ore, aveva dato il proprio parere favorevole alla revoca dei domiciliari. Spiegando che, con le dimissioni da governatore scattate venerdì scorso, non ci sia più il pericolo di reiterazione del reato. Secondo i pm Federico Manotti e Luca Monteverde, non occupando più la poltrona di presidente, rende impossibile per Toti garantire o promettere favori a privati in cambio di finanziamenti al suo comitato.
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