Anziani
L’indennità di accompagnamento è una prestazione erogata dall’INPS di circa € 531,76 € ma per poterne usufruire la persona deve rispettare i seguenti requisiti:
Quali sono le malattie che incidono maggiormente?
Ci sono alcune malattie che da sole o insieme ad altre incidono maggiormente per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Tra queste ricordiamo:
Chemioterapia e accompagnamento? Un caso oncologico
L’Accompagnamento non è riconosciuto solo se la persona non è in grado di deambulare autonomamente o se non è in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita da solo ma può essere riconosciuto anche se la persona è un malato oncologico. A questo proposito bisogna fare 3 tipi di distinzione in relazione alla terapia in atto:
La Cassazione ha ritenuto che un paziente oncologico può avere diritto all’indennità di accompagnamento, almeno per il tempo delle cure e può essere riconosciuto indipendentemente dall’età.
ATTENZIONE però la radioterapia e l’ormonoterapia non sono state riconosciute dalla Cassazione come invalidanti e perciò solo la chemioterapia da diritto all’accompagnatoria.
Cosa deve fare il medico?
Il medico deve preparare un certificato medico dove dovrà spuntare la casella corrispondente alla necessità di terapie oncologiche.
COSA FARE SE L’ACCOMPAGNAMENTO NON VIENE RICONOSCIUTO DURANTE LA CHEMIOTERAPIA?
Non è automatico il riconoscimento dell’accompagnamento durante la chemioterapia, anzi a dire il vero raramente viene riconosciuto in primo esame dalla commissione medica dell’inps. Ma non bisogna scoraggiarsi, stai già combattendo contro un male e purtroppo bisogna fare lo stesso per vedersi riconoscere il proprio diritto.
Fortunatamente, lo studio legale Di Giacomo, in questi anni, ha aiutato centinaia di persone a vedersi riconoscere l’indennità di accompagnamento durante la chemioterapia.
Purtroppo ancora, c’è davvero poca informazione al riguardo. Poche, pochissime persone sono a conoscenza del diritto all’indennità di accompagnamento durante il periodo delle cure e quelli che lo sanno, in caso di rigetto da parte della commissione medica, preferiscono fermarsi e non andare avanti.
L’avv. Di Giacomo – da noi contattato – chiarisce che il metodo che utilizza, che lui definisce delle 3°, consente di aiutare in pochi mesi tante persone. Chiede soltanto una cosa: la fiducia!
Quindi ricorsa che ti è stato riconosciuto soltanto il 100% allora potrai avere diritto all’indennità di accompagnamento, ma attenzione ci sono 6 mesi per presentare il ricorso.
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