Una nuova Fondazione ITS per l’area delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT). È l’obiettivo a cui punta la Regione Toscana decisa ad allargare i percorsi formativi di Istruzione tecnica superiore. Con una delibera la giunta ha avviato l’iter per la costituzione del nuovo ente, che andrà ad aggiungersi alle 7 fondazioni ITS già operanti sul fronte della formazione terziaria professionalizzante non accademica. La nuova Fondazione ITS progetterà e realizzerà, a partire dall’anno formativo 2022/2023, percorsi di istruzione tecnica superiore nel settore dell’ICT, in particolare nei tre ambiti che lo caratterizzano: metodi e tecnologie per lo sviluppo dei sistemi software; organizzazione e fruizione dell’informazione e della conoscenza; architetture e infrastrutture per i sistemi di comunicazione.
La necessità di creare sul territorio regionale una Fondazione specializzata nell’ICT è una risposta alle richieste delle aziende che operano in questa filiera ed era emersa nello scorso mese di aprile in occasione dell’aggiornamento della programmazione territoriale triennale dell’istruzione e formazione tecnica superiore (rispettivamente IFTS e ITS) e dei Poli Tecnico Professionali 2019 – 2021. Nella realizzazione di percorsi di information and communication technology, il nuovo ente sarà affiancato dalle Fondazioni ITS Prime e Vita.
“La pandemia – spiega l’assessora all’istruzione, formazione e lavoro Alessandra Nardini – ha generato un’accelerazione senza precedenti sul fronte della digitalizzazione dei processi. Le aziende hanno avuto bisogno di adeguare i propri sistemi operativi e le proprie dotazioni tecniche e ora più che mai necessitano di figure professionali, in particolare tecnici superiori, che siano formate per lavorare nei nuovi contesti digitalizzati”. “Ci siamo messi subito a lavoro – prosegue Nardini – per dare sponda a un’esigenza a cui l’alto livello tecnico e tecnologico acquisito dai diplomati ITS può e sa rispondere, come dimostrano anche i dati sull’alto livello di occupabilità che questo segmento di formazione terziaria professionalizzante presenta”.
Alla stregua di quelle già attive e in base a quanto previsto dal DPCM 25 gennaio 2008, sarà costituita una Fondazione di partecipazione. Avrà un minimo di 5 soci (fino a un massimo di 30 soci fondatori) fondatori tra cui obbligatoriamente un istituto di istruzione secondaria superiore, statale o paritario, appartenente all’ordine tecnico o professionale; una struttura formativa accreditata dalla Regione; un’impresa del settore ICT; un dipartimento universitario o altro organismo appartenente al sistema della ricerca scientifica e tecnologica e un ente locale.
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