Matteo Renzi continua ad infiammare il dibattito politico e questa volta il tema è il reddito di cittadinanza, una misura elettorale dei grillini che ha favorito l’assistenzialismo a discapito di chi lavora. Tant’è che il leader di Italia viva ad Assisi, durante al presentazione del suo libro Controcorrente, ha riaffermato “l’idea che la gente deve soffrire… rischiare, provare, correre, giocarsela”.
“Bisogna sudare ragazzi, i nostri nonni hanno fatto l’Italia spaccandosi la schiena, non prendendo i sussidi dallo Stato”. L’ex premier porta avanti la battaglia contro il reddito di cittadinanza. Se il Governo Draghi non dovesse abolire o rivedere la misura elettorale di Conte Di Maio Grillo e soci, il senatore toscano punta ad indire un referendum per abolirlo. La dura presa di posizione dell’ex premier ha scatenato gli odiatori con l’hashtag #RenziFaiSchifo.
Anche a sinistra gli assistenzialisti sono insorti. “Non so il nonno di Renzi, ma il mio avrebbe fatto volentieri a meno di spaccarsi la schiena. Se ha faticato, è stato perché non aveva nulla e per dare un futuro migliore ai figli, che fossero un po’ più liberi e non dovessero soffrire” afferma il responsabile Economia di Sinistra Italiana, Giovanni Paglia. Per il segretario di Si, Nicola Fratoianni: “è davvero insopportabile il paternalismo sui giovani da chi ha avuto la vita tutto sommato comoda”. Il coordinatore della segreteria di Articolo 1-Mpd, Arturo Scotto, si domanda: “La gente deve soffrire per affermarsi, non vivere di sussidi. Un punto di vista legittimo, benché un po’ bizzarro. Domanda: ma a Renzi i poveri che torto gli hanno fatto? Perché dare in testa proprio a loro?”.
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