Cronaca

Ares e Asclepio, armi e farmaci: i due nuovi imperi universali

La verità sull’origine del Covid 19 è avvolta da un mistero insondabile come ha svelato la trasmissione di Presa diretta (Rai 3) andata in onda il 29 marzo dal titolo “la “Sars-CoV-2. Anatomia di un complotto” all’indomani della missione dell’OMS. Si fa sempre più plausibile l’ipotesi che il virus sia “il maledetto frutto proibito” della sperimentazione condotta nell’eden dei laboratori di virologia di Wuhan. Quello che è certo, invece, sono i colossali profitti da parte delle industrie farmaceutiche (Big Pharm) e delle industrie belliche, che i governi liberali garantiscono loro, eleggendo gli affari a valore assoluto. Come ha fatto il governo Conte 2 che, nel momento di piena crisi e di totale chiusura per l’emergenza sanitaria, ha dato carta bianca alle industrie degli armamenti per produrre morte. Da una parte la predica della priorità della salute pubblica, dall’altra invece il fiato alle trombe del Dio degli eserciti. Così, la lingua biforcuta dell’Avvocato del popolo e del suo Governo, ha dato alto esempio (o scempio) di fedeltà ai valori e ai principi della Costituzione (violando e tradendo la legge 185 del 9 luglio 1990).   

 “Ho sentito soprattutto da parte di virologi, ma anche politici e giornalisti, delle affermazioni del tipo: i sanitari non possono non vaccinarsi, è un dovere civico. Chi non si vaccina addirittura non ha diritto all’assistenza sanitaria. Quindi io che pago le tasse, se non mi vaccino, secondo costoro, non avrei diritto ad essere curata nel caso mi ammalassi di Covid. Allora quello che mi chiedo è: chi mangia troppa carne, chi fuma, chi abusa di alcol, chi mangia troppi zuccheri; ma arrivando agli estremi, chi guida male, chi fa escursioni troppo pericolose, non dovrebbe essere curato? Per non parlare in questo ultimo caso anche dei costi del salvataggio. Volevo dire che da quando è iniziata questa epidemia, ogni secondo, ogni istante, tutti i giornalisti della radio, dei social, della carta stampata, avessero parlato dell’inquinamento atmosferico, degli allevamenti intensivi che sono la causa prima dello spillover, dell’uso sconsiderato degli antibiotici negli animali e nell’uomo; dei pesticidi in agricoltura, dell’abuso di alcol e di psicofarmaci, del cibo spazzatura che ingurgitiamo, dei cellulari e di tante altre cose, a questo punto forse il 70% degli italiani mangerebbe cibo sano, userebbe i mezzi pubblici, e non inquinerebbe. Negli anni si ridurrebbero i malati di cancro, di obesità, di diabete, non comprerebbero troppo su Amazon, riducendo così lo sfruttamento dei lavoratori e il consumo degli imballaggi inquinanti. E quindi gli italiani sarebbero veramente più sani fisicamente e mentalmente. Invece ogni secondo di questi lunghi mesi, i giornalisti lo hanno utilizzato per parlare di virus, di positivi, di vaccini. E quindi gli italiani li hanno cambiati, sì, nei rapporti umani: niente abbracci, niente contatti, niente cinema, niente teatro, niente scuola poi, la prima ad essere sacrificata. Chiaramente è stata un’occasione ghiotta per darle il colpo definitivo. Niente visite ai malati, niente visita ai cimiteri. Quindi io credo che i giornalisti siano un poco responsabili di averci portato in un mondo nuovo, in una società distopica basata sulla paura: di avere avvelenato praticamente il gregge”.

Carmela di Firenze a “Prima pagina” (Radio 3 Rai, 31 marzo), e “Tutta la città ne parla” (Radio 3 Rai, 31 marzo) ha poi costruito il dibattito. 

Il ritorno del Pelide Achille e delle sue segrete armi

Chi è stato a dire che l’epica guerra di Troia appartenga al mito? I cavalli sono sempre davanti alle mura di ogni città e di ogni casa per partorire, dal loro stuprato ventre, l’inganno escogitato dall’empio Odisseo. E Achille è sempre pronto a indossare nuove armi forgiate da Efesto per vendicare Patroclo. E non è una neanche una novità che il nemico sia diventato invisibile. Ma la storia insegna che quando si combatte una guerra, le industrie belliche non possono fermarsi: tutto deve essere sacrificato per il Dio degli eserciti, ampia ed empia libertà ai fabbricatori di morte, cn somma felicità di Ares.  

“Pensavate che il nostro paese non avesse più a che fare con alcuna guerra? Che le armi italiane non uccidessero civili indifesi? Se vi avessero chiesto quali sono i settori strategici del nostro Paese avreste mai risposto “le armi”? (Incipit della trasmissione “Presa diretta” dedicata alla “Dittatura delle armi” del 22 marzo su Rai 3).

La risposta nelle comunicazione del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini alla Camera dei Deputati a marzo dello scorso anno in piena emergenza:

“Il governo è pienamente consapevole della capacità della nostra industria della difesa e del suo ruolo importante di leva economica e precursore della ripresa. E chiaramente intendiamo continuare sa sostenere questo comparto mettendo in campo tutte le risorse necessarie per far fronte alle conseguenze dell’emergenza Covid Il nostro obiettivo è quello di individuare le azioni più efficaci a sostenere il comparto industriale confrontandoci con la federazione dei produttori di armi”.

Per questa consapevolezza del Governo nella capacità dell’industria bellica e del suo ruolo economico che, nella lettera inedita che il ministro dello Sviluppo economico e il Ministro della difesa italiani hanno scritto alle aziende che fabbricano armamenti e indirizzata a Guido Crosetto, ex sottosegretario alla Difesa con il governo Berlusconi, ex coordinatore di Fratelli d’Italia, ma anche presidente della Federazione dei produttori di armi), si sottolinea “l’importanza apicale del settore che si è deciso di tutelare appieno”.

Francesco Vignarca (Rete per la Pace e il Disarmo) la pensa in modo opposto: “Non ci sembra giusto che in un momento in cui tutte le attività produttive si fermano ovviamente per motivi sanitari, solo la produzione solo la produzione di armi rimanga aperta… Il punto è che in un momento così drammatico in cui chiaramente la vita delle persone era minacciata non da un intervento esterno di un esercito per cui servivano le armi, ma da un problema sanitario la produzione da privilegiare era quella sanitaria. Dobbiamo renderci conto che per il nostro governo al vertice della produzione industriale e produzione economica ci sono le armi”.

Nel 2021 almeno 6 miliardi di euro verranno spesi per nuovi bombardieri, carri armati, elicotteri, miliardi che potrebbero essere utilizzati per la sanità o per la scuola. Nella ricostruzione di Presa diretta, le cui tessere sono state composte dalla giornalista Giulia Bosetti, è emerso come il documento programmatico della Difesa nel triennio 2020-2022 con i fondi della legge di bilancio destinati alle spese militari preveda fino al 2025 nuovi aerei per 11 miliardi di euro, navi e sottomarini per 4 miliardi e 100 milioni di euro, elicotteri 2 miliardi, blindati un miliardo e 500 milioni di euro. Tra i nuovi acquisti ci sono anche 8 Galstrean G550, aerei spia americano modificati da una società israeliana per effettuare sorveglianza aerea, intercettazioni attività di intelligence, “dei giochini” da 007 con le ali che pagheremo in tre trance, subito 1 miliardo e 223 milioni di euro. Con l’ultima legge di bilancio votata a fine 2020, il bilancio annuale della difesa è passato da 22 miliardi e 940 milioni a 24 miliardi e 580 milioni di euro.

Tutto questo per sconfiggere le armate del COronaVIrusDisease 19! Ma le truppe ancora non hanno trovato il giusto posizionamento e vagano incerte con le avanguardie alla ricerca delle milizie nemiche, ribattezzate “I guerrieri dei pipistrelli”. E lui, il supremo condottiero, incarnando gli alti valori della “Matrix”, con il suo manipolo di centurioni, per fronteggiare un avversario sfuggente come il vento che decima il popolo sovrano, ha dato fiato alle trombe per l’attacco. E mentre i civili venivano reclusi nelle retrovie e segregati nelle trincee, gli strateghi assoldati hanno studiato una strategia bellica sconosciuta e sorprendente ritrovandosi strateghi senza alcuna strategia. E il novello Conte di Carmagnola si è ispirato prima alle falangi macedoni, poi agli opliti spartani senza trascurare la tattica ad incudine e martello di Alessandro Magno, poi ai legionari romani. Innamorato della cavalleria come don Chisciotte e dell’epica cavalleresca estense si è rivolto ai paladini della tavola rotonda di Carlo Magno, scoprendo che anche Orlando era diventato furioso per amore della bella mora Angelica. Infine ha compreso che la guerra di movimento era ormai tramontata dopo la sfolgorante impresa di Napoleone, allora ha scelto quella di posizionamento o logoramento, nelle nuove trincee civiche e democratiche. E così ha rispolverato il vecchio ma sempre verde copione futurista alla Maria Tommaso Marinetti, “la guerra come igiene del mondo”, per combattere le terribili armate del pipistrello. E mentre si oscurava tutto ciò che aveva donato luce, quel fiat lux, secondo le sacre scritture, si dava slancio ad Ares, il dio della guerra, stringendo una robusta alleanza con Asclepio, il dio della medicina. Chissà come l’avrà presa Pallade Atena, dea guerriera e vergine, che oltre alla Cultura, deteneva il dicastero della Difesa! Così il nuovo incipit del proemio della nuova epica, non più cavalleresca, recita “morte alla vita e vita alla morte” che sostituisce il vetusto “Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori”, che aveva ispirato il nobile cavaliere Silvester, arciduca di Arcore, innamorato della bella mora Ruby, nipote del faraone Mubarak.

Intanto, il nemico, le cui invisibili legioni nel frattempo si sono moltiplicate, replicate, mutate, per poi trasformarsi e mimetizzarsi, terrorizza un mondo impotente, nonostante i suoi imponenti schieramenti. Ma a salvare l’onore delle armi, è sceso il nuovo spirito alchemico del Drago. E per guidare le truppe in emergenza è stato reclutato il capo del dio degli eserciti, non solo “Figlio” ma anche “Figliolo”. E l’hidalgo Arcuri, con le lance in resta, è stato disarcionato.

Ogni volta che tramonta il potere spirituale a fare da “ponte” tra cielo e terra le chiavi di San Pietro lasciano lo scettro alla spada di San Paolo con l’intercessione del nuovo spirito protestante del capitalismo, che si è dotato della nuova arma super intelligente, il suo messaggero alato ErmesmRNA che penetra nelle profondità della carne tanto da incarnare la nuova ipostasi.

Questa la storia che un giorno i posteri racconteranno come tutte le immaginifiche creazioni che hanno dato origine alle fabule dei miti.        

Cantami o Diva del pelide Achille l’ira funesta…

La guerra tra Achei e Troiani si è scatenata, come apprendiamo dall’antefatto mitico, con il rapimento di Elena da parte di Paride, la donna promessa da Afrodite, con l’inganno di Eris, la dea della discordia. Ma adesso entriamo nella carne della storia, anzi nel corpo della cronaca, con Kronos e Kairos; e infine, chiediamo a Mnemosyne qualche lume attraverso l’intercessione delle Muse.

O muse, o alto ingegno, or m’aiutate;/o mente che scrivesti ciò ch’io vidi,/ qui si parrà la tua nobilitate”… (Inferno, canto II)

“O Sante Muse, poi che vostro sono,/ E qui Calliopè alquanto surga,/seguitando il mio canto con quel suono/di cui le Piche misere sentiro/ lo colpo tal, che disperar perdono”(Purgatorio, Canto I).

Il ricordo è ancora vivo e ha bisogno di nuovi accordi con il canto dell’aedo!  L’eco degli anatemi scagliati contro gli eretici non si è placato.  E gli illustri virologi, epidemiologi, immunologi, microbiologi e genetisti con tutta le falangi al seguito dei comitati tecno-scientifici a urlare che la Sars-CoV- 2 non poteva essere uscita dal laboratorio di Wuhan! E ricordate come giudicavano chi avanzava questi dubbi? E ancora rammentate come è stato trattato il premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier (2008) quando aveva ipotizzato che il coronavirus fosse sfuggito dal laboratorio di virologia di Wuhan, per un tragico errore umano? E come i tanti emeriti scienziati di fama internazionale, pur non avendo alcuna informazione che potesse fugare ogni dubbio, si sono dichiarati certi che il Covid 19 fosse opera del pipistrello attraverso un salto di specie (spillover)? E che tutte le altre ipotesi fossero soltanto delle assurdità complottiste antiscientifiche?

Adesso il topo volante, che ne ha viste di tutti i colori nella sua proverbiale storia – pure i vampiri – strilla la sua rabbia per le infamanti accuse. A rivelarlo la spedizione OMS a Wuhan, che si è conclusa di recente. Alla fine dell’indagine, il direttore generale Tedros Chebreyesus, ha dichiarato che sull’origine del virus “le piste sono ancora aperte”. Più di un anno di attesa e mesi di preparazione, ma le risposte sulla più grande catastrofe sanitaria del secolo ancora sono un enigma. Un buco nell’acqua. Ancora una volta la “vera scienza” viene sacrificata ai segreti di Stato, agli oscuri disegni di poteri più o meno occulti, come è stato per le tante guerre, per le infinite stragi, per le reiterate violazioni dei diritti umani, come per gli impuniti crimini di cui sono stati complici i poteri istituzionali. Tanto per fare un esempio: la bomba atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki, non sono stati certo i criminali a costruirla, così come tutte le armi che i criminali usano per distruggere gli altri esseri umani, ma i cosiddetti sapiens sapiens, istruiti nei laboratori con la missione di seminare “pane, amore e poesia”, pardon, “fantasia!”  

In questo clima infettato dalla vanità, dalla viltà, dalla falsità e dal delirio di onnipotenza, dove i sacrosanti diritti dei cittadini vengono violati e calpestati ad ogni battito cardiaco, le pseudo democrazie liberali di liberale hanno solo l’obiettivo di tutelare i colossali profitti ai privati (industrie belliche e Big Pharm) e di essere indifferenti al bene collettivo. Lo dimostra la questione dei contratti secretati con le case farmaceutiche che stanno producendo i vaccini, le quali hanno declinato ogni responsabilità per i possibili danni o effetti collaterali (in verità perché la sperimentazione è ancora in atto). Questo significa che tutti i costi ricadono sul corpo sociale inerme plasmato e forgiato ad immagine e somiglianza dei poteri mediatici in mano a questi nuovi imperi coloniali, come in ogni guerra. Si sa che il male si annida come i virus sempre là dove lo sguardo di Elios non arriva, mentre il bene è sempre alla luce del sole e disdegna i passaggi segreti e sotterranei. E’ la coscienza che ci illumina ed è sempre il filo d’amore che ci fa uscire dai labirinti. Ed è necessario mettere insieme le tessere del mosaico se si vuol scoprire il disegno occulto. E per poterlo fare, è indispensabile leggere in profondità la mappa nel palinsesto occulto di Clio, la musa che ispira la storia e figlia di Mnemosyne.       

Tutto questo emerge in modo eclatante dalla vendita e dal finanziamento di arsenali bellici micidiali ai regimi autoritari e dittatoriali come l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia, con il beneplacito da parte della Unione Europea  e della Repubblica italiana, come hanno fatto recentemente i governi Conte 1 e Conte 2, violando la Legge 9 luglio 1990, n. 185. Ma non bisogna dimenticare l’alto servizio reso al bene dell’umanità dal “Magnificus”, al secolo Matteo Renzi, colui che ha definito il regime arabo il nuovo Rinascimento: per chi l’avesse dimenticato, sotto il suo governo le esportazioni italiane di armamenti hanno raggiunto 14,6 miliardi di euro, con un aumento dell’85,7% rispetto ai 7,9 miliardi del 2015. Il fine – far fare immani profitti ai privati e non aver alcun sentimento, che si dica umano, verso le popolazioni inermi – giustifica i mezzi. Ma ciò potrebbe significare anche  Alto Tradimento della Costituzione su cui hanno giurato. Eppure tutto questo non scandalizza; anzi questi nuovi “filantropi” che amano fare affari per il bene dell’umanità, vengono osannati come portatori unici dei sacri valori della loro doppiezza e ipocrisia (si legga in proposito l’articolo pubblicato su la Repubblica, “Armi, 30 anni dalla legge 185 che regola il loro commercio: 100 miliardi di euro di vendite dall’Italia fuori da UE e Nato” di Marta Rizzo, 9 luglio 2020).

La produzione delle armi da parte dell’Italia e degli altri Paesi europei ci rivela l’oltraggioso doppio gioco dei governi e il connubio micidiale industria farmaceutica (dominata dalle cosiddette big pharm) e armi. Asclepio, il dio della medicina, ha stretto un accrodo segreto sull’Olimpo con Ares. La differenza è che il primo è figlio di Apollo, il dio della luce, della arti, della profezia e della poesia, mentre il secondo è stato generato da Zeus Soter, il salvatore, capo supremo degli Dèi, sempre pronto a scagliare la sua folgore.

I Numi hanno imposto dei limiti: se oltrepassati, la Nemesi impone la sua legge. E la nostra età, che sperimenta “il folle volo di Ulisse” come quello del pipistrello, ha già compiuto questa empietà: da tempo ha superato le Colonne d’Ercole, come aveva intuito e prefigurato Dante nel XXVI Canto dell’Inferno. L’aspetto paradossale che contrassegna questi nostri tempi dei post, è che siamo ritornati alle dinastie dei faraoni, in cui il potere della scrittura e della decodifica dei segni e dei sistemi di comprensione-comunicazione, era riservato ai sacerdoti del tempio. E l’attuale sistema sociale, produttivo, distributivo e mediatico basato sulla tecnologia cibernetica, sul potere delle multinazionali e sulle speculazioni finanziarie, si riassume nell’immagine di un bambino che gioca con le tante mine antiuomo prodotte in Italia e disseminate nei diversi teatri di guerra. Che terribile ottusità, indifferenza e disumanità! E si continua in questa folle corsa chiamata Pil, come testimoniano le parole dell’ispirato, spontaneo ed autentico sguardo del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, confermato da super Mario Draghi per i suoi superni meriti al valor militare:

   “Chi occupa ruoli di prestigio nella vita deve fare attenzione a ciò che accade in una rappresentazione teatrale: l’istrione mascherato da re o da potente, una volta spogliato del suo travestimento, ritorna a essere quello che veramente era nel quotidiano. Dismessi abiti di porpora e toghe magistrali, solo la pura “nudità” potrà essere misura del suo valore”. (Seneca, Lettere a Lucilio) 

Pecunia non olet

“Fa regi, sacerdoti, schiavi, eroi,/ di volgar opinione ammascherati,/con poco senno, come veggiam poi/che gli empi spesso fur canonizzati,/gli santi uccisi, e gli peggior tra noi/ prìncipi finti contra i veri armati. (Tommaso Campanella)

 Lo ha deciso qualcuno, da lassù,  che il corpo del popolo sovrano deve essere offerto in sacrificio ai nuovi Dei. E dentro i loro sacri laboratori, i nuovi sacerdoti del tempio, coltivano il frutto del connubio delle potenze divine con il mitico oro e dei suoi diretti discendenti, argento, bronzo e infine, il coltan, con cui vengono coniate le monete che viaggiano nei byte guidati dagli algoritmi al posto (miracolo della scienza), del plasma che scorre per dare ossigeno alla sinapsi dell’agape. E quante zecche microscopiche stanno succhiando il sangue dei pensieri sapiens sapiens! Sono le nuove particelle elementari, la famigerata “particella di Dio”, teorizzata dal fisico inglese Peter Higgs nel 1964 e scoperta sperimentalmente nel 2012 (di recente si ipotizza anche un secondo bosone di Higgs). Il mistero si infittisce. Ma fa parte del gioco: è in atto un offerta collettiva per ingraziarsi il bene degli Dèi del nuovo Olimpo. Tutto cambia ma niente muta nella historia patria.    

Nella trasmissione dedicata alla vendita della armi è venuto fuori in modo così eloquente come chi ci governa, di qualsiasi colore, quando entra nella zecca dello Stato, si lascia sedurre dall’odore che emana il conio latino, quello del pecunia non olet. E si scopre che per uno strano fenomeno visivo, si entra in uno stato alterato di coscienza: la chiamano “realpolitick”. Gli onorevoli hanno sempre una giustificazione per onorare le ipocrisie e si servono di etichette pronte all’uso, come la tela che il ragno tesse per intrappolare la preziosa preda. Così mettono la loro firma alla vendita di armi che poi vanno a massacrare bambini e tanti altre creature innocenti. E fanno finta poi di essere i nuovi paladini della tavola rotonda che incarnano i sacri valori della cavalleria, combattere per i diritti umani e il bene dei popoli, a fianco dei più deboli. Lo ha dimostrato ancora una volta l’attuale governo. E “per un atto di puro vassallaggio politico” nei confronti degli USA,  vota l’embargo contro Cuba (24 marzo 2021). Come è corta la memoria: nel momento più duro della pandemia, proprio un anno fa (22 marzo)  Cuba ha inviato in Italia (in Lombardia) 53 medici altamente specializzati nel trattamento delle malattie infettive, ribattezzati gli “hermanos de Cuba”(i fratelli di Cuba). Gli effetti di questo embargo sono devastanti nei confronti di una popolazione già stremata, specie per la parte più fragile, come donne, anziani e bambini. Ma tutto ciò non turba le coscienze democratiche del nuovo governo di “alto profilo” targato Draghi.

Vorremmo chiedere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in tutti in modi esorta alla difesa dei valori costituzionali e al progresso della civiltà, come mai non esprima la sua ferma condanna contro questo empio mercato di cui sono artefici le istituzioni democratiche della Repubblica italiana, senza che i cittadini vengano informati alla luce del sole? E poi perché non si creano comitati tecnico-scientifici, come si sta facendo da quando si è diffusa la pandemia, per esibire in modo rituale i numeri dei massacri a causa degli ordigni che vengono costruiti in Italia e in Europa? Come mai gli “scienziati” restano muti in questo campo? O forse è un campo minato per le loro carriere? Le armi, per caso, sono un potente farmaco per combattere la pandemia che si può generare dal virus della libertà dei popoli? E quei bambini che vengono ogni giorno massacrati, non sono esseri umani simili ai loro figli, oppure non sono degni di poter vivere in questa terra giocando e andando a scuola? C’è per caso in atto, da parte di questi poteri illuminati, la volontà di selezionare una nuova razza eletta, sempre più disumana o transumana? E ci chiediamo ancora: qual è la differenza tra gli orribili delitti compiuti dalle organizzazioni criminali e questi crimini contro l’umanità? La risposta crediamo sia semplice: la legalità, come è accaduto con le leggi razziali firmate dagli scienziati nel 1938 o le tante altre leggi che sono studiate dai vari poteri per poter controllare e  dominare: l’obiezione, per loro, non è una virtù. La ricerca della coscienza, non fa parte della loro scienza.

Una shoah planetaria invisibile

 Di fronte al j’accuse sfuggito di mano, in modo inconsapevole, come possiamo fidarci dei nostri rappresentanti istituzionali e dei governi che garantiscono i colossali profitti dei potenti plutocrati e delle oligarchie delle industrie belliche e farmaceutiche,  i due nuovi imperi universali e coloniali?

I lager nazisti sono stati una prova tecnica di trasmissione. Lo aveva profeticamente intuito Gunther Anders in Noi figli di Eichmann (1964):

“Per favore, Klaus Eichmann, si soffermi un attimo su questo. Poiché oggi ci troviamo veramente di fronte ad una delle radici del ‘mostruoso’. L’inadeguatezza del nostro sentire non è un semplice difetto fra i tanti; non è neppure peggiore del fallimento della nostra immaginazione o della nostra percezione; essa è invece addirittura peggiore delle peggiori cose che sono accadute; e con questo voglio dire che esso è persino peggiore dei sei milioni. Perché?

Perché è questo fallimento che rende possibile la ripetizione di queste terribilissime cose; ciò che facilita il loro accrescersi; ciò che probabilmente rende addirittura inevitabile questa ripetizione e questo aumento. Infatti ad incepparsi non sono solo i sentimenti dell’orrore, della stima e della compassione, bensì anche il sentimento della responsabilità. Per quanto possa sembrare infernale, anche per quest’ultimo valgono le medesime cose che valevano per l’immaginazione e la percezione: esso si fa tanto più debole quanto più aumenta l’effetto a cui miriamo o che abbiamo già raggiunto; diventa cioè uguale a zero. E questo significa che il nostro meccanismo d’inibizione si arresta del tutto non appena si sia superato una certa grandezza massima. E poiché vige questa regola infernale, ora il ‘mostruoso’ ha via libera.”

“… Che cosa chiamo ‘mostruoso’?Il fatto che c’è stato uno sterminio istituzionale ed industriale di persone, e che si è trattato di milioni di persone. Che ci sono stati dei capi e degli esecutori di queste attività, e cioè: degli schiavi Eichmann (uomini che accettarono questi lavori come qualsiasi altro lavoro, adducendo come scusa ordine e fedeltà; degli infami Eichmann (uomini che facevano ressa per occupare quei posti); degli ottusi Eichmann (uomini che pur di godere di un potere assoluto accettarono la loro totale perdita delle sembianze umane); dei vigliacchi Eichmann (uomini che erano contenti di poter commettere infamie in buona coscienza, ossia non come qualcosa di proibito, bensì come qualcosa che era stato perfino ordinato)”.

Il totalitarismo, attraverso la “biopolitica” o il “biopotere” (Michel Foucault) è compiuto, perché è entrato nel DNA delle nostre cellule. Non ha più bisogno di esercitare la classica violenza fisica, perché è penetrato nelle particelle elementari dei nostri “bosoni”. Questo sì, dimostra il salto di specie, la mutazione antropologica quantica.  

Viaggio nella città invisibile di Wuhan: il mistero sull’origine del coronavirus Sars-CoV-2  

I nuovi argonauti alla conquista del magico Vello d’oro (gli scienziati selezionati con cura e per procura dall’OMS), si sono trovati di fronte ad un mistero cosmico ripercorrendo la via lattea della seta e attraversando la grande muraglia. Ma la missione nella città origine della pandemia, Wuhan, non ha sciolto nessun enigma e invece del Vello d’oro dell’ariete capace di volare, si sono trovati di fronte al drago alato che sprigionava fuoco e fiamme!

In un Paese come la Cina, e in una città come Wuhan, dove da sempre splende il sole della verità molto prima che nell’Esperia, ad Occidente, con i tanti laboratori illuminati, è possibile scoprire i segreti come nelle città invisibili di Italo Calvino. Le parole del veneziano Marco Polo descrive una città  simile a Wuhan, al tempo del Gran Kan Kublai:

“A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano…”

“Capire come un virus dei pipistrelli sia finito in una città che sembra New York, è il rompicapo di questa pandemia, perché l’animale intermedio non si trova. Pochi giorni fa sono usciti nuovi parenti del nostro virus campionati sempre nello Yunnan, ma nessuno di loro ha lo stesso gene Spike, la parte più importante dell’infezione, quella proteina che ha trasformato Sars-CoV-2 in un killer e ha cambiato la storia del mondo” (Isa Iotti- giornalista di Presa Diretta, Rai 3.)

Ma si sa, l’invisibile virus paradossalmente ha rivelato ciò che prima si poteva occultare. Le testimonianze raccolte dalla giornalista di Presa diretta, Isa Iotti, ci danno in mano le varie tessere per comporre il disegno del mosaico, a partire da Bruno Carbad (direttore di ricerca al CNRS di Marsiglia).

“E’ difficile fare una valutazione oggettiva sull’origine dell’epidemia quando ci sono di mezzo tanti interessi e un’intromissione così forte da parte delle autorità cinesi e se non puoi analizzare i dati grezzi ma solo quelli già elaborati”.

Lo ribadisce Colin Butler, (prof. onorario Epidemologia Australiana National University):

 “E’ stata fatta un’indagine falsa, un esercizio di propaganda politica che potrebbe mettere molto in imbarazzo l’OMS in futuro, perché questa pandemia è la più grande crisi di salute pubblica del secolo”.

 Crede sia possibile, al punto in cui siamo, scoprire da dove arriva questo virus? Chiede la Iotti  a Filippa Lentzos ( Esperta di biosicurezza  al King’s College Londra):

“ Il passaggio pipistrello ospite intermedio-essere umano è la spiegazione più probabile, sono d’accordo, ma abbiamo cercato e ricercato questo animale intermedio per oltre un anno e non l’abbiamo trovato. Quindi dobbiamo porci seriamente la domanda: “Questa è ancora l’ipotesi più probabile? Se mi chiede è possibile scientificamente? Si! E’ possibile politicamente? No! “In questa trattativa la Cina ha chiesto e ottenuto il potere di veto sui nomi dei membri della commissione d’inchiesta, vale a dire chi avrebbe partecipato e chi no e ha ottenuto il potere e l’autorità di svolgere lei l’indagine vera e propria e presentare agli investigatori dell’OMS le sue conclusioni. Il team dell’OMS potrà auemntare ma non duplicare gli studi esistenti. Tradotto dovrà utilizzare i dati forniti dai funzionari cinesi. Il rpoblema è che l’OMS è un’organizzazione in gran parte finanziata dagli stati e così in un momento storico come questo l’OMS si trova nella posizione molto delicata di dover indagare sull’operato degli stessi stati che la finanziano”.

Nei dieci nomi degli scienziati che fanno parte della commissione d’indagine c’è anhce Peter Daszak.

“E’ certamente molto rispettato – risponde Jamie Metzl (Consulente OMS) – nella comunità dei virologi, ma è scandaloso che sia membro della Commissione d’inchiesta dell’OMS, in quanto finanziava in modo sostanzioso la ricerca dei coronavirus sui pipistrelli dell’istituto di virologia di Wuhan. Dal momento che una delle principali teorie possibili è una fuga accidentale dal laboratorio dell’istituto di virologia di Wuhan, qualsiasi scienziato che sia stato coinvolto in questo tipo di collaborazioni, non dovrebbe far parte dell’indagine”.

Nel mercato di Wuhan da dove si pensa si sia originato il virus nessun animale vivo o congelato è stato trovato positivo al virus. L’inchiesta dell’Oms si ferma a Wuhan, ma è all’estremo sud della Cina a quasi 2 mila km di distanza (1887) che porta la pista del virus. E qui al confine col Laos che ci sono le grotte di coronavirus che i ricercatori che da anni studiano per capire quali è pronto per lo spillover. Ed è qui che si trova la carta di identità di Sars-CoV-2.

“Il posto dove è stato trovato il parente più vicino al nostro virus – spiega Samuel Mcneil (giornalista Associated Press) – in questo momento è una scatola nera inaccessibile. La scatola nera che non si deve raggiungere è una miniera di rame abbandonata nella Contea di Mojang, dove nel 2013 i ricercatori dell’istituto di virologia di Wuhan campionano un virus RATG13, che condivide con il nostro il 96,2/% del genoma. Nel 2012 sei minatori erano entrati per ripulirla dal guano dei pipistrelli e si sono ammalati di una polmonite atipica e tre di loro sono morti con l’espresso orrdine del governo di non far trapelare nessuna informazione sul virus. Questa censura dovrebbe preoccupare il mondo”.

A porre l’interrogativo cruciale è Alina Chan (Microbiologa Boston): “Come è arrivato il virus dai pipistrelli di quella regione a Wuhan? È questa la parte mancante. Wuhan è una delle città più moderne al mondo, non è un posto sperduto dove i pipistrelli vivono a stretto contatto con le persone e all’improvviso si trova ad essere la Ground Zero di questa pandemia.  La domanda più importante in assoluto oggi  è quali dati la Cina non sta condividendo con noi. Se non possiamo avere accesso ai registri del laboratorio, se non possiamo analizzare i pipistrelli in Cina e le ricerche che stavano facendo lì è difficile spiegare come siano andate le cose. Qui nessuno dice che questo virus è apparso magicamente dal nulla. Questo virus discende dai pipistrelli. I suoi antenati sono nel sud della Cina. Il parente più vicino è stato trovato nello Yunnan.”

Una delle risposte emerge dalle ricerche condotte in Francia a Marsiglia, nei laboratori del CNRS, il più prestigioso centro di ricerca pubblica francese . Il virologo, Etienne Decroly, è stato fra i primi ad interrogarsi sulla contagiosità di Sars-CoV-2. Insieme al suo gruppo ha scoperto che il virus ha una sequenza tale che il sito di taglio per la furina lo aiuta ad entrare nelle cellule umane:

“Questa sequenza rende Sars CoV-2 più infettivo per l’uomo è più trasmissibile da uomo a uomo, perché la furina è dovunque nelle nostre cellule e noi sappiamo che quando un virus ha queste caratteristiche diventa più contagioso. Quindi pensiamo che l’apparizione di questo sito abbia giocato un ruolo fondamentale nell’emergenza di Sars-CoV-2”.

Ed è un’anomalia perché gli altri virus simili al nostro non ce l’hanno?.    

“Diversi laboratori nel mondo hanno studiato questa sequenza ad un virus che non ce là. Hanno dimostrato che in effetti questo conferisce al virus una capacità di infettare diversi tipi cellulari che inizialmente non erano suscettibili di infezione. Il lavoro dell’Istituto di Wuhan si è incentrato soprattutto sulla particella proteica che lega il ricettore ACE 2, quello che chiamiamo RBD, cioè la chiave che entra nelle cellule umane.  Dunque sì, erano capaci di fare questo tipo di esperimenti”.

E grazie agli esperimenti fatti all’istituto di virologia che i ricercatori di Wuhan per primi al mondo sono riusciti a dimostrare qualcosa che sembrava impossibile: e cioè che certi coronavirus dei pipistrelli possono infettare direttamente le cellule umane.

“Ma evidentemente questo presuppone che ci sia un contatto diretto tra popolazione e pipistrello e nella provincia dell’Hubei, dove c’è Wuhan, non ci sono specie di pipistrelli che ospitano il coronavirus di cui stiamo parlando”

Le indagini sierologiche fatte nel 2018 dalla professoressa Shi (laboratorio di virologia di Wuhan) sui campioni di sangue della popolazione di Wuhan avevano mostrato che la presenza di anticorpi per i coronavirus simili alla Sars era praticamente zero. Le stesse indagini fatte nell’estremo Sud della Cina dove i contatti con i pipistrelli avvengono, avevano invece trovato una percentuale per quanto bassa di questi anticorpi. Quindi perché non è scoppiata laggiù l’epidemia di Covid 19 dove sarebbe stato logico aspettarsela?  

“Perché avere gli anticorpi per i coronavirus vuol dire solo che questi virus simili alla Sars possono infettare, ma la trasmissione uomo ad uomo non è assicurata”

Quindi voi iniziate ad avere dubbi sull’origine naturale di questo virus?

“E’ evidente che dobbiamo porci delle domande. E si fanno avanti altre ipotesi come un incidente di laboratorio, perché sappiamo che a Wuhan non c’era solo l’istituto di virologia, ma vari laboratori che lavoravano sui coronavirus e sono i laboratori più specializzati al mondo”.

Nicola Rombolà

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