Esteri

Giordania abbatte quattro missili iraniani, nuova escalation nel Golfo

Si intensifica il confronto militare tra Stati Uniti e Iran con una nuova notte di attacchi, intercettazioni e allarmi che ha coinvolto diversi Paesi del Medio Oriente. Dalla Giordania al Kuwait, passando per il Bahrein e lo Stretto di Hormuz, le operazioni militari si sono susseguite nel giro di poche ore, mentre Washington e Teheran hanno diffuso comunicati sulle rispettive azioni.

La Giordania ha reso noto che i propri sistemi di difesa aerea hanno abbattuto quattro missili iraniani entrati nel proprio spazio aereo. Secondo una fonte ufficiale dello Stato Maggiore delle Forze Armate giordane, i missili provenivano dal territorio iraniano e sono stati intercettati nelle prime ore della mattina. Le autorità hanno precisato che non si registrano vittime né danni materiali.

Poco prima, il Kuwait aveva annunciato di essere impegnato nel contrasto di “bersagli aerei ostili”. In un messaggio pubblicato dalle Forze Armate su X, lo Stato Maggiore dell’Esercito ha invitato la popolazione a seguire le indicazioni delle autorità, spiegando che eventuali esplosioni udite erano riconducibili all’intercettazione di attacchi da parte dei sistemi di difesa aerea.

Nelle stesse ore, le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito obiettivi e basi militari statunitensi presenti in Giordania, Bahrein e Kuwait. Secondo quanto riferito dai media statali iraniani e dall’agenzia Irna, sarebbero stati presi di mira la base aerea Prince Hassan in Giordania, un centro di comando per droni militari statunitensi in Bahrein e diverse basi aeree in Kuwait, tra cui Ali Al Salem.

Sul fronte americano, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) ha annunciato il completamento di una nuova ondata di attacchi offensivi contro l’Iran. In una nota, Washington afferma di aver colpito decine di obiettivi in varie località utilizzando munizioni di precisione con l’obiettivo dichiarato di ridurre la capacità iraniana di minacciare il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz.

Il CentCom riferisce che tra gli obiettivi colpiti figurano sistemi di difesa aerea, radar costieri, infrastrutture missilistiche, capacità operative legate ai droni e piccole imbarcazioni. Le operazioni hanno coinvolto aerei da combattimento, unità navali, droni aerei e droni marittimi impiegati in operazioni offensive.

L’escalation è stata accompagnata anche dall’attivazione delle sirene antiaeree in Bahrein, confermata dal Ministero dell’Interno del Regno, senza ulteriori dettagli sull’origine dell’allarme o sulle eventuali conseguenze.

Secondo le autorità iraniane, uno degli attacchi statunitensi ha colpito la città di Mahshahr, nel sud-ovest del Paese. Il vicegovernatore per la sicurezza della provincia del Khuzestan, Valiullah Hayati, citato dall’agenzia Irna, ha riferito che il bombardamento avrebbe interessato una stazione di pompaggio dell’acqua destinata all’uso agricolo. Il bilancio comunicato è di una persona morta e quattro ferite.

Sul piano marittimo, Axios riferisce che circa venti navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime ventiquattro ore in coordinamento con le forze armate statunitensi, mentre altre imbarcazioni avrebbero effettuato il transito senza assistenza americana.

La CNN, citando un funzionario statunitense, ha riferito che i raid americani contro l’Iran sono proseguiti per oltre tre ore dall’inizio delle operazioni e che l’entità degli attacchi sarebbe stata superiore rispetto alle recenti operazioni condotte nell’area.

Il portavoce del Comando Centrale statunitense, il capitano Tim Hawkins, ha inoltre dichiarato ad Axios che le Guardie della Rivoluzione iraniane avrebbero aperto il fuoco contro il traffico mercantile nello Stretto di Hormuz. Secondo la stessa ricostruzione, un velivolo statunitense avrebbe abbattuto un missile da crociera iraniano e un drone.

Dal canto suo, il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi americani, sostenendo che le operazioni militari abbiano compromesso gli sforzi diplomatici avviati negli ultimi mesi e accusando Washington di aver violato gli accordi raggiunti a giugno, provocando un nuovo deterioramento della sicurezza nello Stretto di Hormuz.

Nella tarda serata precedente, i media ufficiali iraniani avevano segnalato esplosioni in diverse località della provincia meridionale di Hormozgan, tra cui Jask, Qeshm, Bandar Abbas e Sirik. Secondo il governatorato provinciale, non risultano vittime civili né danni a infrastrutture residenziali o commerciali. Le autorità locali hanno riferito che uno degli attacchi avrebbe colpito una torre per le telecomunicazioni nella contea di Sirik, già interessata in precedenza da operazioni militari. I nuovi attacchi statunitensi erano stati annunciati dal CentCom poco dopo le 23, ora italiana.

Redazione

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