Cultura

Esce per Mondadori La vera storia di Martia Basile di Maurizio Ponticello

La vera storia di Martia Basile di Maurizio Ponticello è un romanzo storico potente, toccante, spietato ed estremamente attuale, caratterizzato da una scrittura immersiva ed evocativa, impreziosita in alcuni passaggi da una versione addolcita del dialetto parlato al tempo in cui si sono svolti i fatti. Un’opera di grande spessore che lascia senza fiato, che fa arrabbiare per lo strazio commesso nei confronti di un’anima candida, e che fa commuovere per il disperato attaccamento alla vita della sua protagonista. Martia Basile ha vissuto la sua breve esistenza nella Napoli a cavallo tra il XVI e XVII secolo, ma il suo coraggio e la sua passione sono senza tempo, viaggiano attraverso le epoche e raccontano una vicenda drammatica e oscura con al centro però un luminoso puntino di luce, troppo piccolo per non essere offuscato dalla violenza e dalla meschinità ma abbastanza tenace da resistere, nonostante tutto, alla prova dei secoli. L’autore riporta in vita la figura della Basile restituendole la voce che le era stata strappata in un lontano e crudele giorno del 1603; una voce che imprecisioni storiche e censure avevano contribuito a loro volta a soffocare, per quanto la giovane donna fosse considerata un’eroina da buona parte dei suoi contemporanei. La vicenda della vita travagliata e della morte ingiusta di Martia era infatti ben conosciuta, soprattutto grazie al poemetto popolare del poeta napoletano Giovanni della Carretòla, che l’aveva incontrata e che quasi certamente aveva assistito al triste epilogo della sua esistenza. Ed è proprio il personaggio realmente vissuto del menestrello Giovanni a cantare la storia della donna in apertura del romanzo: “Dovete darmi udienza affinché le avventure di Martia Basile non si spengano nel nulla comme na notte senza luna. Avvicinatevi, accurrite, prendete posto, allumatevi e aprite ‘e rrecchie: nu cùnto accussì non l’avete mai manco addorato”. I lettori stessi devono prendere seriamente queste parole, perché una vicenda come quella di Martia Basile dovrebbe uscire solo dalla penna di un autore ispirato; a fine lettura, infatti, si fa fatica a credere che in nemmeno un decennio una persona possa aver davvero subìto angherie così terribili e privazioni così dure, e nonostante tutto sia rimasta fiera e consapevole, e abbia lottato con tutta se stessa per non perdersi. Martia è stata una sposa bambina, ceduta dal padre per pochi spiccioli a don Domizio Guarnieri, e la loro prima notte di nozze riesce a turbare per il suo feroce realismo, per la brutalità di un uomo che “come una suola di scarpa calpesta un fiore innocente”; ha vissuto la misoginia più umiliante e il dolore più atroce ma ha anche sperimentato il grande potere femminile, ha imparato a contare solo sulle sue forze e per questo motivo è riuscita a sentirsi libera. E, infine, ha scoperto anche cos’è l’amore. Sullo sfondo di una Napoli misera, indecente e superstiziosa, Maurizio Ponticello ci presenta la struggente storia di una giovane indomita, tenace e dalla leggendaria bellezza: “C’era del fuoco vivo in quella donna”.
BIOGRAFIA. Maurizio Ponticello, giornalista e scrittore, è stato corrispondente di testate radiofoniche e televisive, redattore di vari quotidiani e cronista de “Il Mattino”. È autore di diversi libri, tra i quali: “La nona ora” (Bietti, 2013) e “I Pilastri dell’anno. Il significato occulto del Calendario” (Edizioni Mediterranee, 2013). Tra gli altri per la Newton Compton, ha pubblicato: “Misteri, segreti e storie insolite di Napoli” (con Agnese Palumbo, 2012); “Forse non tutti sanno che a Napoli…” (2015); “Un giorno a Napoli con san Gennaro. Misteri, segreti, storie insolite e tesori” (2016) – dal quale è stato tratto un documentario – e “Napoli velata e sconosciuta” (2018). Ha avuto vari riconoscimenti tra cui il premio Domenico Rea. È presidente della storica associazione di giallisti Napolinoir. Pubblica nel 2020 per Mondadori il suo primo romanzo storico “La vera storia di Martia Basile”.


Maurizio Piccirillo

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