Toscana

Firenze. Parco delle Cascine: restaurato il monumento all’Indiano

Torna all’originario splendore il monumento all’Indiano al parco delle Cascine, vicino al viadotto omonimo. Un intervento partito prima dell’emergenza Covid e poi interrotto a causa del blocco imposto ai lavori, ma che ora è arrivato a conclusione. I lavori sono stati diretti dal Servizio Belle arti del Comune per un investimento di 240mila euro.

Per l’assessore ai lavori pubblici si tratta di un restauro importante sia dal punto di vista monumentale che del contesto nel quale l’opera si inserisce, per riportare all’originaria bellezza un simbolo del parco delle Cascine, il monumento all’Indiano. L’assessore ha ricordato che dopo lo stop imposto dall’emergenza sanitaria, i lavori sono ripartiti e oggi possiamo inaugurare il monumento che ritorna al suo splendore. Un intervento complesso e minuzioso che riporta alla luce l’impressionante ricchezza di questo monumento, contribuendo al decoro dell’area”.

Per l’assessore alla cultura questo monumento è un unicum in città e rende omaggio alla memoria del Maraja, alla confluenza tra Mugnone e Arno come desiderato dalla famiglia. L’assessore ringrazia i Servizi tecnici e alle Belle arti del Comune per aver recuperato quest’opera che rende le Cascine un parco sempre più culturale, proprio a pochi passi dalla Palazzina dell’Indiano da alcuni mesi nuovo polo della danza in città.

L’intervento si è rivelato molto complesso per la varietà compositiva del monumento e i problemi di conservazione riscontrati durante il monitoraggio. Il monumento presentava le criticità conservative tipiche dei gruppi scultorei all’aperto, come la disgregazione degli ornamenti in marmo e arenaria, la perdita di leggibilità degli elementi figurativi della volta e del busto, oltre a estese lacune in tutto l’apparato decorativo, interessato nel tempo da interventi ricostruttivi eseguiti con tecniche varie. Il monumento presentava inoltre un preoccupante deficit strutturale su uno dei colonnini in ghisa che sostengono il baldacchino.

Le operazioni di pulitura hanno tenuto conto del contesto ambientale in cui è collocato il monumento, caratterizzato dalla presenza di specie arboree e vegetali che contribuiscono allo sviluppo di microrganismi sulle superfici, causando un’alterazione cromatica. I consueti agenti pulenti sono stati quindi integrati con biocidi per ritardare nel tempo l’insorgere di tali fenomeni spontanei. Le strutture di sostegno del baldacchino e del monumento sono state oggetto di una accurata verifica e di un intervento di consolidamento di una colonna con l’inserimento di una fasciatura di carbonio per migliorarne la stabilità. Altrettanto impegnativa è stata la fase di integrazione degli elementi decorativi, caratterizzato da estese lacune a livello pittorico, plastico e di tutti gli apparati in ghisa ornamentale che costituiscono la delimitazione esterna del gruppo. I nuovi inserimenti sono stati eseguiti nel rispetto dei materiali e delle tecniche originali, come nel caso delle fusioni di ghisa ornamentali in modo da consentire il migliore livello di percezione dei valori artistici e documentari del monumento. Per garantire una migliore conservazione, anche temporale, dei restauri è stata rivolta particolare attenzione a tutti gli interventi di dettaglio, dalle stuccature alla stesura di protettivi idrorepellenti, necessari per l’isolamento e la protezione delle superfici storiche dall’azione degli agenti atmosferici.

I lavori sono iniziati nel settembre 2019 con una durata complessiva di circa 10 mesi, tenuto conto della sospensione dovuta alle misure restrittive impartite dal governo per il contenimento dell’emergenza epidemiologica nazionale.

Redazione

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