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Crisi di Governo all’orizzonte: scissione nei grillini in corso

I grillini, in caduta libera nei sondaggi, rischiano di deflagrare sotto il peso gli scontri interni. I five stars da sempre sono divisi in diverse correnti ma ora i nodi sembrano essere arrivati al pettine. Alessandro Di Battista ha chiesto un’immediata convocazione di un congresso o assemblea costituente con il fine di costruire una nuova agenda politica. Ma il fondatore Beppe Grillo ha replicato a muso duro. “Dopo i terrapiattisti e i gilet arancioni di Pappalardo pensavo di aver visto tutto…ma ecco l’assemblea costituente delle anime del Movimento. Ci sono persone che hanno il senso del tempo come nel film Il giorno della marmotta’”. Di Battista ufficialmente sostiene il premier Giuseppe Conte ma in realtà punta a prendersi quel che resta del grillismo.

Luigi Di Maio punta a neutralizzare Dibba. “Sarei felice se Conte si dedicasse al Movimento. Sarei felice che si iscrivesse. Lo abbiamo proposto due volte candidato premier perché crediamo in lui e se iniziasse a dare un contributo più attivo al Movimento sarebbe importante” dichiara l’ex vice premier. L’avvocato pugliese si guarda intorno. Infatti potrebbe essere il leader di una coalizione di centrosinistra, guidare i grillini o dare vita ad un suo partito. E Vito Crimi? “Sta facendo un lavoro straordinario in un momento di difficoltà” afferma Di Maio. Sullo sfondo c’è Roberto Fico. Ma un’ulteriore spaccatura si potrebbe venire a creare al momento della discussione sulla nuova organizzazione grillina.

Per evitare la scissione si potrebbe arrivare ad una “guida collegiale”. Si tratterebbe di un organo nel quale potrebbero rientrare Stefano Patuanelli (ministro dello Sviluppo economico), Paola Taverna (vice presidente del Senato) e Chiara Appendino (sindaco di Torino). Paola Taverna si è appellata al premier per accompagnare il percorso politico del Movimento. “Sarei onorata. È una figura super partes e il M5S ha una sua identità politica, anche se siamo noi ad aver portato il premier nelle istituzioni”. Sostiene che il Movimento che verrà non dovrà più limitarsi alla denuncia e alla protesta, ma dovrà fissarsi nuovi obiettivi perciò risulterebbe utile “una governance diffusa”, perché la figura di capo politico non può “più rispondere alle nostre esigenze”. All’orizzonte rimane una crisi di Governo quasi inevitabile. La gestione di questa emergenza ha creato macerie in Italia. La rabbia, la povertà, l’emergenza economica a settembre rischiano di essere la spinta verso la fine di un governo grillino che milioni di italiani certamente non rimpiangeranno…

Redazione

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