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Di Maio lascia a Crimi il compito di portare i grillini alla fusione con il Pd

L’inizio della fine dei grillini. Luigi Di Maio rassegna le dimissioni e parla della necessità di rifondare quel che resta del partito che ha letteralmente distrutto. La rifondazione con molta probabilità consisterà nella fusione con il Pd. “Le mie funzioni – ha confermato Di Maio – passano a Vito Crimi che è il rappresentate anziano del Comitato di garanzia, che ringrazio”. Crimi ha fatto sapere che Di Maio non sarà capo delegazione a governo. A Crimi quindi il compito di liquidare l’infausta stagione grillina. E a calabresi, emiliani e romagnoli il compito di dare alla Lega l’ultima spinta per mandare a casa il Governo grillino. “Parte del Movimento è rimasta delusa e si è allontanata” ha ammesso il politico campano che però non lascia il Ministero. “Abbiamo tanti nemici, qualcuno che resiste e che ci fa la guerra. Ma nessuna forza politica è mai stata sconfitta dall’esterno. I peggiori nemici sono quelli che al nostro interno lavorano non per il gruppo ma per la loro visibilità”, ha accusato Di Maio. “C’è chi è stato nelle retrovie e, senza prendersi responsabilità è uscito allo scoperto solo per pugnalare alle spalle”. “La scelta di Luigi Di Maio di lasciare la guida del M5s mi rammarica, ma è una decisione di cui prendo atto con doveroso rispetto. La sua decisione rappresenta una tappa di un processo di riorganizzazione interna al Movimento ormai in corso da tempo e che, sono persuaso, non avrà alcuna ripercussione sulla tenuta dell’esecutivo e sulla solidità della sua squadra”. Lo dichiara il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Le dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico di M5s “credo che sul governo non avranno effetti. Sono segnali di un dibattito interno a M5s, che io rispetto, su come stare in questa fase politica. Io penso che schierarsi contro il centrodestra sia un punto dirimente”, ha ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti a Rainews 24. “Di Maio abbandona la guida dei 5 Stelle al tracollo, Zingaretti annuncia lo scioglimento del PD, Renzi litiga con tutti. Il governo è finito” commenta Matteo Salvini. Le forse di maggioranza in questi giorni sono apparse disorientate e prive di identità. Zingaretti ha infatti affermato di voler sciogliere il Pd subito dopo le Regionali e di vole fondare un nuovo soggetto politico. I Cinque Stelle, con la caduta del capo politico, faticheranno a lungo prima di ritrovare unità all’interno del Movimento. Due spine nel fianco di Conte che potrebbero diventare fatali con un risultato negativo alle Regionali di domenica.

Redazione

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