BoJo rischia di spaccare il Regno. Dopo le rimostranze dell’Irlanda del Nord arrivano anche quelle del premier del Galles, Mark Drakeford, e della Scozia, Nicola Sturgeon. I due leader hanno inviato una lettera al primo ministro britannico, Boris Johnson, invitandolo ad assicurarsi un’estensione della Brexit dal Consiglio europeo, che consenta di rispettare il meccanismo di devoluzione e “garantisca ai nostri parlamenti di svolgere le loro funzioni costituzionali e democratiche”. “Questo disegno di legge sarà tra i più importanti testi legislativi mai discussi dal parlamento britannico, da quello scozzese e dall’Assemblea nazionale per il Galles, perchè avrà implicazioni di vasta portata sull’intero Regno Unito e sul nostro futuro benessere”, hanno affermato i due primi ministri. “Entrambi i nostri governi credono che l’intesa che Johnson ha negoziato con l’Unione Europea sia molto più dannosa rispetto ai precedenti accordi, anch’essi inaccettabili, raggiunti dal predecessore del premier. Per questo motivo intendiamo affermare, nei termini più chiari possibili, che noi e i nostri organi legislativi abbiamo bisogno del tempo necessario per analizzare e discutere la proposta di legge”, hanno scritto Drakeford e Sturgeon. “Condividiamo la visione che giace alla base dell’emendamento approvato da una netta maggioranza della Camera dei Comuni, secondo cui il tempo che ci separa dal 31 ottobre non è sufficiente per effettuare questa fondamentale analisi”, hanno concluso i due premier. I due primi ministri hanno inviato anche un’altra lettera al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, esortandolo a sostenere il rinvio della Brexit che consentirebbe ai parlamentari di esaminare in modo attento l’intesa e, forse, persino di tenere un secondo referendum.
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