Tra stasera e domani mattina il Presidente Sergio Mattarella dovrebbe affidare un incarico a un premier. Non ci sarebbe l’ipotesi di incarico esplorativo. Infatti – sostiene La Stampa – le possibilità sono due: “l’incarico sarà a un presidente del Consiglio politico se si sarà raggiunto un accordo tra i partiti con un perimetro politico e programmatico preciso, a un presidente del Consiglio di garanzia se non sarà stato raggiunto un accordo e si dovrà dare vita a un governo elettorale per portare il paese al voto anticipato (ormai si parla di una data che parte dal 10 novembre)”. Il quotidiano piemontese azzarda quindi la data del voto: 10 novembre. In tempo perché il centrodestra dopo avere vinto le elezioni vari una manovra che consenta di mettere in sicurezza i conti. Se i giallorossi però troveranno un accordo Giuseppe Conte sarà chiamato al Quirinale per l’incarico. Avrà il tempo per fare le sue consultazioni, stilare una lista dei ministri e comporre un programma. Alcuni giorni, tutto dipende dalle richieste del premier, che serviranno a perfezionare l’intesa e dopo le quali il premier tornerà al Colle, scioglierà la riserva e consegnerà le sue proposte di ministri al presidente. A quel punto presidente e premier dovranno avere un’interlocuzione sulla lista, visto che la Costituzione prevede che i ministri siano proposti dal premier e nominati dal presidente della Repubblica. Nominati i ministri ci sarà il giuramento e infine la fiducia delle Camere.
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