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Crotone, diffida della Soprintendenza per lo stadio Ezio Scida. Il Sindaco Pugliese: ultimo colpo di coda di chi ha solo creato problemi a questo territorio

A chi da fastidio Crotone, a chi da fastidio la FcCrotonecalcio, chi vorrebbe una città senza calcio perché guarda con rancore i successi che il Crotonecalcio miete da oltre venticinque anni per quanto riguarda militanza tra i professionisti e valorizzazione di tanti talenti oggi espressione della massima serie e della Nazionale. Fra qualche mese, quando gli Italiani saranno chiamati, di sicuro, nuovamente alle urna, forse qualcosa cambierà anche a Crotone. Pubblichiamo integralmente a seguire il comunicato del Sindaco Ugo Pugliese a proposito dello stadio Ezio Scida e ne condividiamo il contenuto. “Con un tempismo ad orologeria, alla vigilia del primo appuntamento ufficiale della stagione calcistica, arriva da parte della Soprintendenza Archeologica la diffida allo smontaggio delle strutture amovibili dello stadio Ezio Scida.Evidentemente qualcuno o qualcuna non gradisce che il derby con il Cosenza si giochi allo Stadio Ezio Scida. Ho già dato mandato agli avvocati per i relativi atti per ribadire le nostre ragioni già ampiamente dettate dalle sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale e ribadite dal Consiglio di Stato. Spero sia uno degli ultimi regali di questo Governo che su questo territorio non ha portato che problemi, che ci hanno visto e ci vedono togliere tempo alla attività amministrativa per inseguire contenziosi che tra l’altro ci provengono da altri Enti. Mi rammaricai all’epoca della sentenza, positiva per il Comune, di aver dovuto sostenere un contenzioso con una altra Istituzione ma, evidentemente, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e continua sulla stessa strada. Errare è umano ma perseverare è diabolico! Questo è sintomatico del non voler risolvere i problemi ma di volerli creare volutamente e scientemente ai danni di un territorio che per avere i suoi diritti, ogni volta deve lottare con le unghie e con i denti. Abbiamo affrontato questi muri ideologici nel passato e continueremo a farlo anche adesso. Ne avremmo volentieri fatto a meno. Auspico che veramente sia l’ultimo atto, l’ultimo colpo di coda di chi ha dimostrato di non amare questo territorio”.

Giuseppe Livadoti

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