In occasione del 350° anniversario dell’eruzione dell’Etna (11 Marzo/11 Luglio 1669), “MaterNatura” in collaborazione con “Volcano House” di è fatta promotrice dell’esposizione di fotografie e sculture dell’artista taorminese, Salvatore Tudisco che pone un occhio “inconsueto ed originale” sul paesaggio siciliano, prestando particolare attenzione su “Idda a Muntagna”, l’Etna che per l’autore delle opere rappresenta “il privilegio di avere un contatto diretto con le origini del mondo, con misteri ancestrali che suscitano riflessioni profonde che arrivano sino al significato stesso dell’esistenza umana e della natura delle cose”. Cristina Guerra – critico d’arte milanese ed esperta di fotografia – ha dichiarato: <<Nell’immaginario collettivo, il vulcano ricorda lava, calore rovente, magma incandescente, lapilli di nero fumo; per un uomo nato a Taormina, il vulcano è luminescenza, divinità, splendore aureo, cielo blu. La rugosa consistenza della crosta lavica, quindi, lascia spazio a deliri evanescenti, ad improvvisi palpiti… La classica visione che faceva incorniciare l’Etna nel teatro greco-romano di Taormina si trasforma allora in un non-luogo astratto, in una emozionale rapsodia di colori e materia che ci fa perdere le coordinate reali e ci trasporta sulle note blues dell’inconsistenza e del dubbio sino ad arrivare all’apoteosi concreta del magma originario>>.
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