Una sorta di dichiarazione di guerra da parte di Mosca a Kiev. Infatti la Russia fa le prove di annessione del Donbass. I russi hanno aperto il suo primo centro per rilasciare passaporti russi agli abitanti del Donbass, la zona nel Sud-Est dell’Ucraina sotto il controllo dei separatisti filorussi. Lo riferisce l’agenzia Interfax precisando che il centro si trova a Novoshakhtinsk, vicino alla frontiera tra i due Paesi. Il funzionario del ministero dell’Interno russo, Kirill Alzinov, spiega che “il centro comincia a operare in modalità di prova”. Secondo Alzinov, la struttura può smaltire fino a 200 richieste al giorno e un altro ufficio per rilasciare i passaporti ai residenti delle zone occupate dai miliziani dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk sarà aperto, ma il funzionario non ha specificato dove. Il neo presidente ucraino Volodymyr Zelensky replica annunciando sui social di volere offrire “la cittadinanza ucraina a tutta la gente che soffre sotto regimi autoritari e corrotti. Prima di tutto ai russi, che oggi soffrono forse più di tutti”, rispondendo così a Vladimir Putin che, giorni prima, aveva firmato un decreto per facilitare la concessione della cittadinanza russa agli abitanti delle zone del Sud-Est ucraino occupate dai separatisti. Zelensky in risposta ha aggiunto che la cittadinanza russa dà “diritto a essere arrestati per una protesta pacifica” e “il diritto a non avere elezioni libere e basate sulla competizione”. “Il popolo ucraino – ha sottolineato Zelensky – è un popolo libero in un Paese libero, indipendente, sovrano e indivisibile e la cittadinanza ucraina significa libertà, dignità e onore”.
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