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Molino Cosma sfida i napoletani sulla pizza

La farina è la base della vita stessa. Molino Cosma a San Martino di Lupari, nel Padovano, ne ha fatto una ragione esistenziale. Da quattro generazioni infatti la famiglia Cosma macina farine sia per la grande distribuzione che per panifici e privati. Un impegno che i quattro titolari portano avanti con dedizione: ogni giorno per i loro macchinari passano 180 tonnellate di grano, selezionati tra i migliori granai. Un processo produttivo che è ispirato all’eco-sostenibilità: i pannelli solari installati in azienda riducono i consumi energetici e il grano arriva quasi tutto su rotaia, con riduzioni ingenti dello smog. La conoscenza è appunto fondamentale per l’azienda, che ha deciso di lanciare una Academy rivolta al pubblico. Una dimensione, quella del mostrare i segreti delle farine, che si articola in varie iniziative. Il prossimo 13 marzo sarà Mauro Pasini parlare di focacce e pizze ed infine l’8 maggio Eugenio Tebaldi, esperto di marketing e docente del Cuoa, spiegherà come soddisfare i clienti. L’11 maggio ci sarà poi l’apertura al pubblico dell’azienda nell’ambito dell’iniziativa “Molini porte aperte”. Ma in cantiere c’è anche una idea destinata a far parlare di sé. La spiega Piero Cosma, che gestisce l’azienda coi fratelli Paola, Marta e Rosanna. “Vogliamo organizzare una sfida tra pizzaioli campani e veneti, per capire chi realizza la pizza migliore. Regolamento e giuria saranno resi noti a breve, sarà davvero interessante”. L’azienda peraltro ha un rapporto di lunga durata coi pizzaioli napoletani. Molino Cosma è infatti entrata a far parte dello speciale albo promosso dall’Avpn, l’Associazione verace pizza napoletana. Un ente, questo, nato nel 1984: i vecchi maestri pizzaioli napoletani, visto il dilagare di grandi catene di fast food, decisero di costituire un’associazione, con tanto di disciplinare e regolamento attuativo, per la difesa e la valorizzazione della pizza, prodotta e lavorata secondo le antiche tradizioni ed usanze napoletane. “Siamo orgogliosi di questo riconoscimento”, spiega Marta Cosma. “L’arte di macinare il grano è un vecchio mestiere ancora tutto impregnato di empirismo. Ecco perché l’adeguamento alle più moderne tecniche di produzione e di controllo qualità deve essere sempre accompagnato dal saper trattare un prodotto vivo come il grano. Crediamo molto nel biologico, siamo sicuri che sarà il futuro anche nel mondo delle farine».

Redazione

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