Prorogata al 3 marzo al Museo di Roma la mostra Il sorpasso

E’ stata prorogata fino al 3 marzo 2019 la mostra fotografica Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961 ospitata dal 12 ottobre scorso negli spazi del Museo di Roma. 160 scatti, videoinstallazioni e documentari per raccontare la dura ricostruzione del Paese dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale, fino al clamoroso boom economico degli anni ’60. Il sorpasso, richiamo a un film-icona di un’epoca, è la cronaca dell’Italia e degli italiani nel momento in cui entrano per sempre nella modernità. Le immagini offrono un ritratto della vita politica e privata, le lotte del lavoro e le rivoluzioni del costume, la costruzione delle autostrade e quella dell’immaginario di cinema e TV, il cambiamento del paesaggio, delle forme, del volto di un Paese come non era accaduto per secoli. 15 anni in cui un Paese distrutto e stremato riuscì a superare i traumi della guerra dando vita a un tumultuoso sviluppo economico, sociale, ammirato nel mondo intero. E le testimonianze degli scatti in esposizione si arricchiscono di altri scatti, di altri testimoni, protagonisti della vita di tutti i giorni chiamati a raccontare in cinque appuntamenti il loro, il nostro, Come eravamo. L’obiettivo dell’iniziativa è dunque coinvolgere il pubblico dei visitatori della mostra, chiedendo a ognuno di portare con sé una fotografia di quegli anni, e condividere un ricordo, un’emozione che racconti la propria vicenda personale all’interno del più ampio contesto sociale del tempo. Un avvenimento di cronaca, un evento mondano, ma anche un modello di automobile o una pettinatura, per esempio. E come in un album di figurine, i partecipanti devono trovare la pagina giusta su cui ‘incollare’ la propria “fotonotizia” prenotandosi allo 060608 per la visita incentrata sul tema scelto. Le foto potranno essere scansionate, a scelta, naturalmente, e inserite sul sito web del Museo di Roma a corredo della mostra e accompagnate da una breve didascalia anche questa scelta dal partecipante. Come eravamo inizia con l’incontro Noi credevamo, sul tema delle forti appartenenze politiche che connotano il dopoguerra. E poi Unirsi, sul coinvolgimento collettivo. E anche molte delle foto in esposizione del Sorpasso sono scattate da artisti spesso anonimi, ma capaci di rappresentare in modo vivace, acuto e preciso le molteplici realtà. Altre sono realizzazioni di grandi fotografi nazionali e internazionali come Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter, Cecilia Mangini, Federico Patellani, Caio Mario Garrubba, Pepi Merisio, Wanda Wultz, Tazio Secchiaroli, Ferruccio Leiss, Romano Cagnoni, Walter Mori, Bruno Munari, Italo Insolera, Italo Zannier, e tra gli stranieri i grandi Willian Klein, Alfred Eisenstaedt, Gordon Parks. All’interno della mostra, suddivisa in dieci sezioni tematiche, anche video-installazioni realizzate con filmati dell’Archivio storico Luce. Dopo il Museo di Roma a Palazzo Braschi, Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961 ha già una nuova data fissata, a Parma a Palazzo del Governatore, dall’8 marzo al 5 maggio 2019. L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta con l’Istituto Luce-Cinecittà e organizzata in collaborazione con Zètema progetto Cultura, è curata da Enrico Menduni e Gabriele D’Autilia. Alla realizzazione hanno collaborato il Comune di Parma e il CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma.

Redazione

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