L’Iran ha proposto agli Stati Uniti un piano concreto di sette giorni per consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz e il ripristino della normale navigazione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi durante un incontro con i giornalisti al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite.
Secondo Araghchi, la proposta è stata trasmessa a Washington attraverso il Qatar. Il ministro ha spiegato che, qualora vengano rispettate le condizioni previste dal piano, «lo Stretto può essere riaperto» e la normale navigazione marittima può essere ripristinata entro sette giorni.
Araghchi ha illustrato la proposta affermando che il percorso potrebbe consentire il ritorno alla normale navigazione nello Stretto in una settimana. «La scelta ora spetta agli Stati Uniti», ha dichiarato il ministro iraniano.
Araghchi ha ribadito inoltre che Teheran, secondo la posizione espressa dal governo iraniano, non accetterà pressioni, minacce o intimidazioni e non rinuncerà ai propri diritti sovrani.
Nel suo intervento, Araghchi ha collegato la situazione dello Stretto alla più ampia crisi tra Iran, Stati Uniti e Israele.
Il ministro ha affermato che l’Iran resta impegnato nella sicurezza della navigazione, ma ha sostenuto che la sicurezza marittima non possa essere ripristinata attraverso nuove azioni militari, minacce, blocchi o pressioni economiche.
Araghchi ha inoltre accusato Stati Uniti e Israele di essere responsabili, secondo la ricostruzione iraniana, dell’attuale situazione nello Stretto.
Il ministro ha ricordato che, secondo quanto dichiarato da Teheran, fino al 28 febbraio 2026 lo Stretto di Hormuz era aperto. Ha poi accusato alcuni Stati della regione di avere facilitato le operazioni contro l’Iran attraverso territori, basi militari, spazio aereo e infrastrutture logistiche e di intelligence.
Si tratta delle accuse e della ricostruzione presentate dal ministro iraniano durante l’incontro con la stampa.
Nella parte dedicata al possibile percorso diplomatico, Araghchi ha richiamato anche il ruolo del Qatar come canale attraverso il quale la proposta iraniana è stata trasmessa agli Stati Uniti.
La questione dello Stretto di Hormuz assume particolare rilevanza internazionale perché attraverso questo passaggio marittimo transita una parte significativa dei traffici energetici mondiali.
La proposta iraniana introduce quindi un nuovo elemento nel confronto diplomatico: Teheran sostiene di aver messo sul tavolo un percorso di sette giorni per arrivare alla riapertura dello Stretto e ora attende la risposta di Washington.
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