Giambellino: bando per 33 alloggi sfitti da ristrutturare e affittare a canone concordato

È online il bando per la gestione di trentatré alloggi sfitti di proprietà comunale esclusi dalla disciplina ERP, che si trovano in condomini misti (stabili dove coesistono case private e popolari) in via Giambellino. Gli appartamenti, bilocali e trilocali, verranno assegnati in concessione d’uso per un massimo di venti anni ad operatori del Terzo settore e del privato sociale: dopo i preliminari interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria necessari, dovranno affittarli a nuclei familiari a canone concordato. Il progetto prevede, ove necessario, anche attività di accompagnamento sociale dei nuclei assegnatari. L’avviso pubblico rimarrà aperto fino al 28 gennaio 2019. “È un modo anche questo per ridare fiato all’affitto in città a prezzi accessibili – spiega l’assessore a Casa e Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti -. Senza ridurre il numero di alloggi popolari a canone sociale, puntiamo ad articolare l’offerta e cerchiamo di rispondere al fabbisogno abitativo di Milano attraverso un accordo di collaborazione tra Amministrazione pubblica e Terzo settore, offrendo una terza via che si posiziona tra la residenzialità pubblica e quella a libero mercato”. A poter prendere parte ai progetti, infatti, saranno cittadini che non hanno i requisiti per essere inseriti nella graduatoria ERP ma che, nello stesso tempo, non riescono nemmeno ad accedere al mercato privato, perché troppo oneroso. Per questi alloggi il canone di locazione non potrà essere superiore ai 65 euro/metri quadrati annui (canone concordato). Una quota di appartamenti, pari al 10 per cento del totale, sarà riservato a nuclei familiari in stato di necessità ed emergenza abitativa individuati dall’Amministrazione, che saranno tenuti al pagamento di un contributo minimo comprensivo degli oneri accessori condominiali. Si tratta di un’altra tranche, la settima, dell’operazione partita nel 2016 con l’obiettivo di rimettere in circolo abitazioni non più utilizzate, già escluse dalla disciplina ERP. Un modello sperimentale di gestione messo a punto dalla Direzione Casa del Comune, che passa attraverso il lancio di bandi pubblici, ognuno dei quali riservato ad un contingentato numero di alloggi, ordinati per quartieri omogenei, in modo da dare l’opportunità di partecipare anche alle piccole e medie cooperative, organizzazioni, associazioni e fondazioni, che spesso sono anche quelle più vicine al territorio e ai suoi abitanti. Con queste modalità, finora sono stati recuperati oltre 170 alloggi in diversi quartieri della città, con un investimento complessivo, da parte delle associazioni del Terzo settore, di circa tre milioni di euro.

Redazione

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