Il decreto Dignità di Luigi Di Maio è stato affossato da Matteo Salvini. La cosiddetta entrata in vigore è in bilico. Al momento la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale non è avvenuta. Secondo l’annuncio del grillino il decreto sarà votato dall’aula della Camera il 24 luglio. Ma al momento è solo un annuncio. La Lega infatti punta sulla reintroduzione dei voucher e non appoggia le idee grilline in materia di lavoro. Sono due gli ambiti sotto osservazione al Ministero dell’Economia: quello sulla stretta sulla pubblicità dei giochi e quello relativo al maggior gettito atteso dalla trasformazione dei contratti a termine in rapporti stabili (un eventualità tutta da dimostrare), come effetto della stretta sulla precarietà. Neanche l’approdo in aula del decreto è agevole. L’opposizione, infatti, attacca il governo sul “Dl fantasma”, la Lega insiste sulla reintroduzione dei voucher, M5s fa muro, “no a stravolgimenti”, il Pd si divide. Matteo Salvini ha ribadito la linea. “Ci sono alcuni limitati settori, penso ad agricoltura, commercio, turismo e servizi, lavori stagionali per i quali l’alternativa è lavoro nero o voucher? Io preferisco i voucher allo sfruttamento e al lavoro nero”. “I voucher sono necessari” sottolinea anche il ministro Centinaio.
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