Uno scempio inaudito. Una tomba profanata, le ossa sparse intorno e il cadavere disfatto. A fare la macabra scoperta è stato un visitatore nel cimitero monumentale di Oropa (Biella). Il luogo si trova vicino al santuario situato a quasi 1200 metri di altitudine, dedicato alla Madonna ner. La tomba era all’interno di una cappella privata che appartiene ad una famiglia di Torino. Si trova nella parte superiore del cimitero. Per raggiungerla bisogna percorrere un sentiero. Qualcuno è riuscito a forzarla, ha aperto la bara di una persona morta da anni e ha compiuto la profanazione. Il nucleo investigativo dei Carabinieri guidato dal maggiore Massimo Colazzo indaga insieme alla squadra mobile della polizia. Le immagini dalle telecamere di sorveglianza potrebbero aiutare a risalire al profanatore. La pista più accreditata è quella dei riti satanici. Il 29 maggio al cimitero di Cossila San Grato, a pochi chilometri di distanza, era successo qualcosa di molto simile. Anche lì i vandali avevano aperto due tombe, avevano estratto dalle bare le salme di due donne sepolte a metà degli anni Sessanta e ne avevano fatto scempio. In quel caso gli inquirenti non avevano potuto esaminare nessun filmato perché non ci sono telecamere né all’interno del cimitero né lungo la strada che bisogna percorrere per raggiungerlo. Alcuni dettagli erano apparsi inequivocabili: il pentacolo rovesciato e il 666 disegnati sul pavimento sono simboli tradizionalmente utilizzati dagli adoratori del Diavolo. E il peso delle lapidi rimosse aveva fatto pensare che ad agire fossero state non meno di quattro persone. Da tempo che nel Biellese non si registravano più casi del genere.
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