La premier britannica Theresa May ha confermato il coinvolgimento della Gran Bretagna nell’attacco alla Siria con gli USA e la Francia. Ha precisato che non si tratta di “un intervento nella guerra civile siriana”.
L’obiettivo “non è un cambio di regime”. La May insiste sul concetto di azioni “mirate” contro l’arsenale di armi chimiche attribuito alle forze di Bashar al-Assad, per dissuadere “il regime” dal farne uso e ammonire che non ci può essere “impunità” al riguardo, conclude May.
“La linea rossa fissata dalla Francia nel maggio 2017 è stata oltrepassata. Ho dato quindi ordine alle forze armare di intervenire questa notte nel quadro di un’operazione internazionale condotta in coalizione con gli Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna, diretta contro l’arsenale chimico clandestino del regime siriano”. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron, con un comunicato dell’Eliseo.
“Questo è un chiaro messaggio per Assad” ha dichiarato il segretario americano alla Difesa, l’ex generale James Mattis, assicurando come al momento non si registrino perdite tra le forze USA e come sia stato compiuto ogni sforzo per evitare vittime civili. Secondo alcuni osservatori, la coalizione potrebbe avere concordato gli obiettivi con la Russia per evitare un’escalation di guerra.
L’azione dovrebbe per adesso essere limitata a una sola notte e avrebbe dunque il senso di un avvertimento al governo di Assad. Successivamente fonti dell’amministrazione Trump hanno spiegato che “l’operazione non è finita”. “I danni sono limitati” ha replicato Damasco.
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