Mosca non ha attivato i suoi sistemi di difesa aerea ubicati in Siria. Lo fa sapere il ministero della Difesa. La Russia precisa che i raid di Usa, Gran Bretagna e Francia sono stati contrastati solo dai sistemi antimissilistici siriani S-125, S-200, Buk e Kvadrat. Sono sistemi prodotti oltre 30 anni fa in Unione Sovietica. Ciononostante hanno “intercettato e abbattuto” un numero “considerevole” di missili.
Attualmente non ci sono segnali di una possibile risposta delle forze di Damasco o di Mosca all’attacco anglo franco americano. Lo affermano fonti delle forze USA presenti in Siria per combattere l’Isis.
I raid dovrebbero portare a una risposta forte di facciata ma non a contromisure militari. Il rischio è che la rappresaglia venga condotta con armi cibernetiche.
La cyberwarfare è l’insieme delle attività di preparazione e conduzione di operazioni di contrasto nello spazio cibernetico. E’ possibile l’intercettazione, l’alterazione e la distruzione dell’informazione e dei sistemi di comunicazione nemici, procedendo a far sì che sul proprio fronte si mantenga un relativo equilibrio dell’informazione. La guerra cibernetica si caratterizza per l’uso di tecnologie elettroniche, informatiche e dei sistemi di telecomunicazione.
“Gli Stati Uniti e i loro alleati non hanno prove sull’attacco chimico in Siria e sono responsabili per le conseguenze regionali che seguiranno all’attacco deciso senza aspettare che prendessero una posizione gli ispettori dell’Opac”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghasemi. Anche la Russia ha sottolineato che l’intervento di Usa, Gran Bretagna e Francia non resterà senza risposta.
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