Si indaga sull’omicidio di Alessandro Neri detto Nerino. Il ragazzo di Spoltore è stato ucciso con una pistola. Il ventenne era sparito lunedì pomeriggio dall’abitazione di famiglia a Villa Raspa ed il corpo è stato trovato giovedì sulla collina di San Silvestro, 48 ore dopo la morte. Neri aveva il cappuccio del giubbotto sulla testa. Il corpo è rotolato giù fra gli arbusti.
Addosso c’era il telefonino, ma mancavano il portafoglio e soprattutto carta di credito e bancomat. Qualcuno potrebbe averli utilizzati ed essersi così tradito. La pista dei soldi potrebbe essere quella giusta. Qualcuno potrebbe avergli chiesto del denaro e lui si sarebbe rifiutato. Il tutto sarebbe sfociato in un omicidio imprevisto.
Tra i tanti perché quello legato al luogo del delitto. Potrebbe non essere il posto dove è stato rinvenuto il corpo. Nerino potrebbe essere stato ucciso dentro la sua auto, poi condotta dall’assassino in via Mazzini.
Le telecamere presenti in centro a Pescara non avrebbero fornito elementi utili, ma la svolta sarebbe dietro l’angolo. A quanto scrivono i giornali locali, infatti, sul luogo dove è stato trovato il cadavere, sono state rilevate delle impronte di scarpe e degli pneumatici.
Sono stati ascoltati gli amici. Gli inquirenti avrebbero quindi un’idea di chi potrebbe essere stato ad uccidere il ragazzo. Alessandro Neri sarebbe stato ucciso da qualcuno che conosceva. Quel qualcuno che aveva un motivo per incontrarlo quel lunedì sera. Gli uomini dell’Arma potrebbero avere già la soluzione in tasca e attenderebbero solo tutti gli elementi per incastrare il colpevole. Non sarebbe esclusa neanche la pista estera. Gli amici sono sotto torchio in queste ore.
Il colpevole potrebbe confessare (come chiesto dalla madre su Facebook) o essere indotto a farlo dalla pressione degli inquirenti. Neri apparteneva alla Pescara-bene. Su di lui nessuna ombra. Il movente economico e della sfera personale potrebbe essere quello che porta sulla strada dell’arresto dell’assassino.
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