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Limbadi. Al partigiano Carmine Fusca sarà dedicata una via o una piazza

Al partigiano Carmine Fusca sarà dedicata una via o una piazza. L’impegno da parte del sindaco dell’Amministrazione comunale di Limbadi Pino Morello nel corso dell’incontro per la ricorrenza del “giorno della memoria”.

Una via o una piazza che porti il nome del partigiano Carmine Fusca scomparso a Natale scorso. È questo l’impegno preso dal sindaco Pino Morello dell’Amministrazione comunale di Limbadi durante l’incontro per la ricorrenza del “Giorno della memoria” che si è svolto nella sala conferenza del Palazzo Municipale. Morello ha raccolto l’invito del presidente dell’Anpi Silvestro Scalamandré nel giorno delle esequie (si sono svolte il 26 dicembre) di Carmine Fusca nella frazione di San Nicola de Legistis. Per commemorarlo, lo stesso Scalamandrè a nome dell’Anpi, ha consegnato una targa al nipote del partigiano, Antonio Fusca.

Nel corso dell’incontro, organizzato dall’Anpi provinciale insieme alla Cgil di Vibo e con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e dell’ICSAIC (Istituto Calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea), sono intervenuti anche il presidente dell’ICSIAC Pantaleone Sergi e il segretario della Cgil provinciale Luigi De Nardo. Dal dibattito è emerso l’importanza della memoria, fondamentale per combattere l’indifferenza, che ha generato l’antisemitismo e l’orrore avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale con i campi di sterminio. Inoltre è stato sottolineato che il “male assoluto” si è manifestato nella civilissima Europa, con la complicità del regime fascista, come ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso al Quirinale il 25 gennaio, mettendo in luce la responsabilità da parte delle autorità fasciste con le leggi razziali del 1938. Ma anche la neo senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha rammentato come sia importante, per le nuove generazioni, non perdere la memoria, esprimendo la preoccupazione che con la scomparsa degli ultimi testimoni della Shoah possa essere dimenticato ciò che è stato vissuto da milioni di esseri umani, a partire dai bambini (si calcola che siano stati sterminati nei lager circa un milione e mezzo di bambini).

In questo quadro ci sono anche le esperienze locali di uomini che hanno scelto di non stare dalla parte dei brutali carnefici e hanno combattuto la distruzione dei valori fondamentali che presiedono alla convivenza umana, a cui deve essere riconosciuto il valore. Lo ha richiamato in particolare Pantaleone Sergi, sia per quanto riguarda il ruolo di Carmine Fusca, nelle brigate partigiane, in Val di Susa (Torino) – a cui Gianni Agnelli preparò il caffè – ma anche di altri cittadini del comune di Limbadi come Pantaleone Sesto, catturato a Pola e deportato a Dachau, morto probabilmente il 13 gennaio del 1945. A mettere in rilievo la tensione umana, civile, etica di questi uomini che si sono sacrificati nella lotta alla disumanità dei regimi nazifascisti, anche Luigi De Nardo, segretario provinciale della Cgil, sottolineando l’importanza di questi momenti che non si devono fermare solo alla commemorazione, ma avere compimento anche nella vita di tutti i giorni, rilevando i fenomeni di discriminazione verso coloro che stanno vivendo una nuova shoah, i migranti, richiamando il rogo nella tendopoli di San Ferdinando, in cui ha perso la vita una donna nigeriana. Durante la manifestazione Antonella Barbieri ha recitato poesie scritte da Giulia Molino, dedicate all’orrore di Auschwitz e della Shoah.

Redazione

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