Le linee difensive di Carles Puigdemont e del presidente del Parlament Carme Forcadell vanno verso l’internazionalizzazione della questione Catalunya. I due politici hanno presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti umani contro la Spagna. In totale quattro i ricorsi depositati a Strasburgo. Nei prossimi giorni verranno trasmessi a Madrid. Il presidente in esilio, assistito dai suoi legali, punta a dimostrare che il comportamento di Mariano Rajoy è definibile da “fascista” e che la Spagna ha violato i diritti umani dei detenuti politici. Con questa strategia i leader catalani puntano a mantenere l’argomento sulla prima pagina di tutti i mezzi di informazione mondiale.
Nel frattempo non si placano le proteste in Catalunya. Centinaia di studenti si sono riversati sui binari della stazione dell’alta velocità di Sants a Barcellona e hanno paralizzato i collegamenti con Madrid. La protesta rientra nell’ambito dello sciopero generale indetto per la liberazione dei “detenuti politici” e per denunciare la “repressione” di Rajoy. Bloccata l’alta velocità verso la Francia alla stazione Ave di Girona. Le proteste (tutte pacifiche) andranno avanti.
La delega fiscale arriva al traguardo nei tempi previsti. La scadenza del 29 agosto è…
Mosca finisce al centro dello scontro politico, Pechino blocca il consenso economico. Al vertice finanziario…
Quando si hanno a disposizione vecchi materiali, profili, infissi o rottami metallici, trovare un operatore…
Dal Messico all’Italia, studiosi, ricercatori e protagonisti dell’educazione si incontrano alla Link University. Tre giornate…
Il numero che comincia a fare paura nel centrodestra è 15%. Non perché Roberto Vannacci…
Raúl Castro sarebbe in punto di morte. Le indiscrezioni sulle condizioni dell'ex presidente cubano, 95…