L’intenzione di Madrid è chiara: arrestare Carles Puigdemont. Non è stato spiccato il mandato d’arresto immediato per evitare di doverlo eseguire a Barcellona. “La denuncia del procuratore generale spagnolo è la prova di un comportamento bellicoso del governo” ha denunciato il presidente della Generalitat. “Abbiamo ricevuto la denuncia del procuratore generale, un procuratore che è stato assunto dal governo spagnolo e che conferma quella che è la posizione di Madrid contro la Catalunya. Una denuncia che non è sostenibile giuridicamente e che si riferisce a fatti politici e che persegue idee, persone e non un reato e che chiede per ciascuno di noi 30 anni di prigione. E’ un grave deficit democratico di cui si è fatto carico il governo spagnolo”.
Intanto Puigdemont è in esilio a Bruxelles e dovrà scegliere se rimanere in Belgio oppure farsi arrestare a Madrid. Il leader indipendentista è stato, infatti, convocato dal giudice dell’Audiencia Nacional, Carmen Lamela. La convocazione riguarda anche il suo vice Oriol Junqueras e i consiglieri indagati per presunta “ribellione”. Gli interrogatori sono programmati per giovedì 2 e venerdì 3 novembre. Si tratta di una “trappola”. Al termine dell’interrogatorio si apriranno le porte del carcere.
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