Un progetto ambizioso che ha raggiunto risultati inaspettati quello di Dario D’Ambrosi e del suo Teatro Patologico, in collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata”, Euroma2 e l’Istituto “Lorenzo de’ Medici”. Location di eccezione il Teatro Quirino della Capitale, punto di partenza di una tournée con tappe a livello internazionale come l’’Istituto Italiano di Cultura di Tokio il 29 e il 30 settembre, il Teatro Franco Parenti di Milano e per la prima volta una compagnia teatrale composta da ragazzi con disabilità si esibirà nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York il 4 dicembre. Una fruibile Medea, fedele nella trama alla tragedia di Euripide e rappresentata in modo chiaro e lineare. Scenografia appropriata ed essenziale. Costumi consoni. I giovani hanno recitato con disciplina e naturalezza avendone interiorizzato la parte. Mimica del volto, corporeità, atteggiamenti lo hanno dimostrato. I protagonisti principali, attori affermati hanno dato ancor più competenza e professionalità allo spettacolo. Impeccabile l’interpretazione dell’affascinate Sebastiano Somma nei panni di Creonte, genitore della sfortunata Glauce.
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