Categories: CronacaSicilia

Operazione Beta a Messina: tra gli arrestati il costruttore Carlo Borella

Maxi operazione dei Carabinieri a Messina. I militari hanno arrestato 30 persone ritenute dagli inquirenti parte di una cellula di Cosa nostra catanese, emanazione diretta del clan dei Santapaola. Arrestati imprenditori, funzionari del Comune, professionisti accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, turbata libertà degli incanti, esercizio abusivo dell’attività di giochi e scommesse, riciclaggio e reati in materia di armi.

Operazione Beta

Carlo Borella, ex presidente dei costruttori di Messina, figura tra gli arrestati dell’operazione Beta nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita.

Politica, mafia e massoneria in stretta relazione secondo quanto emerso dall’indagine estesa anche a Catania, Siracusa, Milano e Torino. Per 10 degli indagati il Gip ha disposto la misura degli arresti domiciliari.

Documentati gli interessi del sodalizio nel settore immobiliare e degli appalti pubblici, in particolare le collusioni con funzionari dell’amministrazione comunale messinese per l’acquisizione di immobili da adibire poi ad alloggi popolari. Evidenziati anche illeciti interessi nel settore delle scommesse calcistiche, dei giochi on line e delle corse clandestine dei cavalli.

Grazie alle attività investigative sono state ricostruite le dinamiche associative del sodalizio ed il ruolo di vertice rivestito da Vincenzo Romeo, sotto la supervisione del padre, Francesco, e con la collaborazione dei fratelli Pasquale, Benedetto e Gianluca.

Gli elementi raccolti nel corso dell’indagine hanno condotto alla contestazione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, spiegano i Carabinieri a carico dell’avvocato Andrea Lo Castro, che avrebbe messo a disposizione del gruppo criminale le proprie competenze professionali per consentire il riciclaggio di denaro proveniente da reati, la falsa intestazione di beni e l’elaborazione di strategie per la sottrazione, in frode ai creditori, della garanzia patrimoniale sulle obbligazioni, prestandosi anche a fare da prestanome per l’intestazione di beni.

Ricostruiti gli interessi del clan in alcuni importanti settori, in particolare quello degli apparecchi da intrattenimento e dell’online gaming, vero e proprio business su cui si stanno concentrando gli appetiti di diverse organizzazioni criminali a livello nazionale. Cospicui gli interessi nella gestione di centri scommesse e nella distribuzione di macchinette videopoker nell’area metropolitana di Messina attraverso le società Start Srl, Win play soc.coop e Bet srl.

Emersa, ancora, l’influenza di Vincenzo Romeo sulla Primal srl, società titolare di una concessione con diritti su 24 sale e 71 corner ed è stato proprio Romeo, nel corso di alcune intercettazioni ambientali, a spiegare di aver preso parte a Roma a un incontro con i finanziatori della società e che sarebbero stati presenti numerosi rappresentanti di diverse cosche della Sacra corona unita e della ‘ndrangheta, i quali avrebbero riconosciuto il ruolo di Romeo.

Redazione

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