L’arma balistica ha viaggiato per oltre 700 km prima di cadere in mare.
Da Seul a Washington, da Tokyo, da Pechino a Mosca un invito unanime a Kim Jong-un a porre fine alle provocazioni.
La rabbia di Donald Trump è palpabile. Dallo studio ovale si chiede a “tutti i paesi” di rafforzare “le sanzioni contro la Corea del Nord”. Per il presidente degli Stati Uniti “con il missile che colpisce un punto così vicino al suolo russo il presidente non riesce a immaginare che la Russia sia contenta”.
Pechino ha invitato il dittatore a “contenersi” ma “invita tutte le parti a esercitare moderazione”. Moon Jae-In precisa che “se il dialogo è possibile, dobbiamo mostrare che è possibile solo nel caso in cui la Corea del Nord cambi atteggiamento”. Shinzo Abe ha definito i ripetuti lanci “una grave minaccia per il nostro Paese” e una “chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu”.
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