Dalla collezione Mugrabi, sono esposti cento lavori tra olii acrilici, disegni, serigrafie, ceramiche dell’afroamericano Jean-Michel Basquiat (1960-1988). Tutte opere realizzate tra il 1981 e il 1987 (tra cui alcune collaborazioni con Andy Warhol), il culmine della parabola dell’artista, figura centrale della cultura newyorkese di quel decennio.
Iniziò dai graffiti sui muri e passò ad una lingua figurativa incisiva, marcata da un segno grafico memore delle prime esperienze, caratterizzata dall’impiego sistematico e organico del testo scritto, venata da costante e dura critica al potere, alla repressione e al razzismo. Sempre presenti i richiami alla musica e all’arte classica e africana.
Il tutto, segnato da amicizie intellettuali e umorali di prim’ordine: Warhol, John Lurie, Arto Lindsay, Keith Haring, Madonna. Distrutto in 7 anni dai 20 fino alla morte per overdose a 27 anni.
La mostra è promossa dal Campidoglio (Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) – “in rete” con DART Chiostro del Bramante –, allestita da quest’ultimo e da Gruppo Arthemisia in collaborazione con la Mugrabi Collection, curata da Gianni Mercurio.
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