Il vincolo di ciascun eletto è legato al suo mandato e non al partito. In altri termini può cambiare partito a sua discrezione. Non per Beppe Grillo e la sua democrazia!. Il leader pentastellato accusa l’eurodeputato Marco Affronte di “gravi inadempienze al rispetto del codice di comportamento” e pretende il pagamento della “sanzione di 250 mila euro”. Per il comico genovese “Affronte dovrebbe dimettersi immediatamente e lasciare spazio a un eletto del M5S“.
Grillo avrebbe fatto firmare ai suoi un accordo in cui si prevede che “gli eurodeputati non dovranno associarsi ad altri gruppi politici, se non per votazioni su punti condivisi”. Affronte ribadisce di essere approdato ai Verdi, che non intende dimettersi e che ovviamente non pagherà nulla. Potrebbe intavolarsi una richiesta di risarcimento? Probabilmente una contesa giudiziaria fermo restando che le ragioni della democrazia sono con Affronte.
Intanto per il momento l’eurodeputata Daniela Aiuto, rimane con Grillo. La politica aveva annunciato il passaggio ai Verdi salvo poi cambiare idea e rimanere tra i 5Stelle.
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