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Udine, screening odontoiatrico su tutti i bambini delle classi primarie

Presenza di carie, malocclusioni, disturbi funzionali quali la deglutizione atipica, otiti ricorrenti, apnee notturne, disturbi del linguaggio, cattive abitudini alimentari. Sono alcune delle problematiche che si propone di contrastare il piano di interventi di screening odontoiatrico sugli alunni delle classi prime delle scuole primarie realizzato per il secondo anno grazie a una collaborazione tra Comune di Udine – Progetto O.M.S. “Città Sane”, Distretto Sanitario e Corso di Studi in Infermieristica dell’Università di Udine. Il progetto pilota, partito lo scorso anno con il coinvolgimento di 12 classi in 7 scuole cittadine, ha rilevato una percentuale di “bocche sane” (calcolata in base all’indice DMTF Decayed Missing Filled Teeth) nei bambini di 6 anni, solamente del 38%, dato considerato allarmante dal punto di vista sociale soprattutto se paragonato con quanto proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Negli ultimi due anni scolastici sono stati esaminati più di 1.000 bambini iscritti alle prime classi delle scuole primarie cittadine. Un progetto che secondo il sindaco di Udine, Furio Honsell, pone la città ai vertici a livello italiano nel campo della prevenzione e delle politiche di contrasto alle disuguaglianze in salute.

L’indagine si è svolta in tre step, partendo dalla compilazione di un questionario (tradotto in 5 lingue: italiano, inglese, francese, arabo e albanese) sulle abitudini alimentari e di igiene orale del bambino e dei genitori predisposto dagli studenti del Corso di Studi in Infermieristica, che sotto la supervisione dei loro docenti hanno tenuto poi una serie di interventi di educazione sanitaria nelle classi fornendo informazioni sull’importanza della salute orale, indicazioni e consigli sulle abitudini alimentari e sulle tecniche di igiene. L’ultima fase ha riguardato lo screening odontoiatrico vero e proprio, con una visita effettuata a ciascun alunno da parte dell’odontoiatra del Distretto Sanitario, con la collaborazione degli studenti infermieri dell’ateneo friulano. I risultati dell’indagine, attualmente in fase di elaborazione, saranno presentati nei prossimi mesi.

Il sindaco Honsell sottolinea l’importanza di avere a disposizione questi dati, dal momento che proprio su questi indicatori di benessere e salute odontoiatrica l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato degli obiettivi da raggiungere entro il 2020. Un concetto condiviso anche dalla docente dell’Università di Udine, Antonietta Zanini, relatrice della tesi, firmata dal laureando in Scienze Infermieristiche Daniele Piemonte, che ha seguito il lavoro di indagine e gli interventi nelle classi. “Come Università di Udine – sottolinea Zanini – siamo soprattutto molto contenti di aver coinvolto gli studenti in un progetto di questo tipo che ha permesso loro di sperimentarsi attivamente e di fare esperienza nel campo della prevenzione andando direttamente sul territorio”.

Nato da un’idea dell’odontoiatra del Distretto Sanitario, Rossella Tito, e del referente medico del Poliambulatorio, Massimo Girotto, sulla scia di programmi di prevenzione orale già in essere in altri Distretti Sanitari della provincia di Udine, il progetto è stato sostenuto dal direttore di Distretto, Luigi Canciani, e dal direttore del Dipartimento in Scienze Infermieristiche, Fabio Barbone, e si è avvalso della collaborazione della coordinatrice dei tirocini del Corso di Studi in Infermieristica, Stefania Zuliani, e della docente di Infermieristica Preventiva, Antonietta Zanini, dello specializzando di Epidemiologia e correlatore della tesi, Giulio Menegazzi, nonché di due studenti infermieri.

Un’iniziativa realizzata in partnership con l’ufficio Città Sane del Comune proprio perché, come evidenzia il sindaco Honsell, gli indicatori della salute odontoiatrica non rappresentano solo un’importante cartina al tornasole del livello di benessere, ma sono anche strumenti in grado di far emergere le differenze e le disuguaglianze in salute e individuare quali strategie preventive porre in campo. “È un’idea che condivido su tutta la linea – assicura l’ideatrice del progetto, Rossella Tito –. Noi siamo fortemente convinti della necessità di investire in prevenzione per poter avere ricadute a lungo termine sul benessere delle persone”.

Redazione

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