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Una magnifica serata

Una magnifica serata         Di Vincenzo Calafiore 13 marzo 2016 Udine       « È un tempio la Natura, dove a volte parole escono confuse da viventi pilastri e che l’uomo attraversa tra foreste di simboli che gli lanciano occhiate familiari. » (Charles Baudelaire, da «Corrispondenze», Les Fleurs du Mal)     Tolmezzo, 12 marzo 2016   La “ Home Gallery Espressione d’Arte” non avrebbe potuto deludere, infatti la sera del 12 marzo è stata inaugurata la personale dell’Artista Donato Nettis, grande influenza del pubblico, bene e correlata la mostra, in questo non poteva essere di meno il tocco magico della classe di Claudio DeMuro assieme alla moglie Teresa, emblema della “ Home Gallery”, grandi seminatori di cultura nella ridente città di Tolmezzo. L’ Artista Donato Nettis. Nasce a Gioia del Colle (BA) il 7 maggio del ’52; per motivi di lavoro si trasferisce in Carnia a Timau ove risiede tutt’ora. A dream within a dream”  Così scriveva Edgar Allan Poe nel 1849 e questo verso sembra racchiudere alla perfezione l’intero complesso universo, fatto di sogno, mito, enigma e mistero, che gli artisti a volte riescono a rappresentare, facendoci dono di immagini indimenticabili a volte dal fascino inquietante, insistente come nel caso di Donato Nettis che utilizza il colore anche per dare anima ad oggetti inanimati, statici come una sedia, un comodino. Nei suoi quadri è presente sotto mentite spoglie l’indelebile suo legame a certi paesaggi, a certe arie, a certe visioni, di un mondo pastorale e contadino tra campagne e colline, masserie, case bianche, uliveti e gli spazi infiniti dei cieli sopra la sua terra: la Puglia; anche di mani stanche di umili contadini al calar del sole dopo il duro lavoro nel sole! Queste suggestioni sono il centro della mostra curata con attenzione e raffinatezza da Claudio DeMuro. Da subito entrando nella sala d’esposizione si è avvolti da quella atmosfera straniante che hanno le Murge, Timau ove risiede, ma è anche tipica dei rimandi di questa pittura, voluta anche dalla scelta dell’allestimento di immergere il visitatore nella luce a sprazzi delle opere esposte in un immaginario percorso dell’incanto. Percorrendola si incontrano quei temi che racchiudono il mondo a se dei grandi valori universali della vita di un mondo che esiste per l’artista Donato Nettis e che forse non esiste agli occhi di certi visitatori ormai distratti ed ebri di tanta inutilità. Il Simbolismo qui si afferma, volutamente, forse come reazione al Realismo e all’Impressionismo, correnti che concentrano la loro ricerca sulla concretezza dell’apparenza. Il Simbolismo è quell’arte concepita come espressione dell’incontro e della fusione di elementi della percezione sensoriale con la spiritualità della visione; estremamente raffinata ricca di simbologie umane e spirituali, insomma per me una dimensione di confine tra la realtà umana e il sogno. Donato Nettis ha il pregio di affrontare il suo genere di pittura, ricorrendo in maniera molto personale alle diverse fonti di ispirazione come il paesaggio naturale dei suoi ricordi custoditi gelosamente nel cuore, floreale e fiabesco, fantastico, ma anche quello reale dei saltimbanchi e funamboli propri di questa società moderna. La realtà, più che presa a modello, diviene  una forma di libertà inventiva che l’artista trasforma in un qualcosa di trasfigurato. Donato Nettis ubbidisce a una sua necessità interiore di  Iter ad Deum: Lo spiritualismo figurativo è la sua arte, che aspira più al sogno dell’immaginario. Il panteismo iconografico  – colori, miraggi,  e il panismo (« E immersi noi siam nello spirito Silvestre, d’arborea vita viventi… Tutto s’acquieta e tace nel nuovo risbocciar di urne di floreali, odorosi bulbi e d’accension di lampade votive. » Gabriele D’Annunzio, dalla poesia. La pioggia nel pineto) pitturale – insieme, meriggio, sovrintendono a un trascendentismo figurativo così che i dipinti dell’artista divengono sinodo di natura e anima, di spirito e cuore ( Kristòs) attraverso un eden di forme e colori. Pertanto la sua scelta di mezzi espressivi è ampia e libera comportando vie diverse tra l’Accademismo e l’Espressionismo ove l’uso di colori e spatolate audaci è indissociabile. Donato Nettis si inventa giochi di luce riuscendo pure a distribuire sulle tele anche i rapporti intimi dei riflessi, attento alle improvvise chiazze di luce e ombre, magia, di un mondo mediterraneo sconosciuto ma che è mare dentro che agitandosi porta in superficie certi ricordi, certe immagini, indissolubile amore verso la propria terra d’origine: una lunga storia d’amore sulle sue tele.  

Redazione

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