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Olio extravergine, un percorso di certificazione che garantisca la toscanità

Un percorso di certificazione che informi il consumatore che l’olio d’oliva extravergine  prodotto in Toscana è fatto  con olive coltivate in Toscana. E’ questa l’idea sulla quale l’assessore all’agricoltura della Regione intende mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati per procedere in maniera condivisa.

Lo ha detto lo stesso assessore oggi a Firenze durante la presentazione dell’anteprima della produzione 2015 dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP avvenuta presso il ristorante Chalet Fontana.

“L’olivicoltura – ha ribadito l’assessore – rappresenta la Toscana, non rappresenta soltanto un prodotto d’eccellenza come il nostro olio, che vanta qualità organolettiche e salutistiche superiori, ma rappresenta il nostro paesaggio, è la locomotiva della Toscana perchè i nostri prodotti vanno all’estero e sono il biglietto da visita che serve ad attrarre i visitatori.”

Le questioni da affrontare in tema di olivicoltura, a giudizio di Remaschi, sono 3 e sono collegate fra loro. La prima riguarda il recupero delle zone olivicole non più coltivate., pari a circa il 25% del totale. “Dobbiamo lavorare – ha detto – per favorire il recupero di queste zone. ” La seconda riguarda la riduzione dei costi di produzione e la connessa redditività per i coltivatori. La terza la valorizzazione del prodotto. “Per questo – ha ribadito – occorre una strategia comune.” Quanto alle risorse Remaschi ha ricordato che nel settore intervengono i fondi del Programma di Sviluppo Rurale e dell’Organizzazione Comune di Mercato olivicola (OCM) oltre a risorse nazionali. “E’ importante usare al meglio le risorse – ha sottolineato – ma il nocciolo della questione non sono tanto i soldi, quanto la volontà comune di raggiungere l’obiettivo e di concentrasri sull’olio Toscano:”

Dalla presentazione delle anteprime è emerso, come sottolineato dal presidente del Consorzio dell’Olio extravergine di oliva Toscano Igp, Fabrizio Filippi, che dopo l’annus orribilis 2014, l’annata 2015 sarà per la Toscana  “una bella annata”, sia per la qualità, che per la quantità e anche per la “resa” in olio delle olive (si stima il 14–15%). La consapevolezza, condivisa con l’assessore, è tuttavia che i cambiamenti climatici non lasciano più nulla di scontato, ma, come ha ribadito Remaschi: “Occorre essere pronti e organizzati” e seguire con cura e attenzione tutte le fasi di coltivazione, di raccolta e di produzione.

Redazione

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