A lanciare l’allarme la Filcams Cgil, che parla di una procedura di licenziamento aperta per 128 dipendenti del gruppo in Italia. “L’azienda – sostiene il sindacato – ben lontana da qualsiasi tipo di crisi, lamenta invece il calo del fatturato, a causa del quale è costretta a rivedere la propria struttura dei costi e l’avvio di nuove procedure automatizzate”. Il ridimensionamento coinvolgerà il personale di Groupon con 1100 licenziamenti su un totale di 10 mila dipendenti dislocati per il mondo.
Non esente la sede di corso Buenos Aires a Milano. A rischio sarebbero quasi un lavoratore su tre. 128 lavoratori su 363 potrebbero essere licenziati. La vertenza è ancora in una fase preliminare. Da Groupon precisano che la ristrutturazione è necessaria, aggiungendo però che l’interesse per le persone rimane una priorità. Pure i sindacati, al momento, non vedono tutto nero.
Giovedì primo incontro tra le parti per cercare una soluzione condivisa, anche se è difficile che i vertici della start-up tornino sui loro passi. Se l’azienda confermerà le sue intenzioni, i delegati si rivolgeranno anche alle istituzioni locali per provare a salvare i lavoratori.
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