Morto in Vaticano l’ex arcivescovo Jozef Wesolowski era accusato di pedofilia

L’ex presule polacco era sotto processo in Vaticano per atti di pedofilia commessi a Santo Domingo, dove era nunzio apostolico, e per possesso di materiale pedopornografico. Il processo all’ex presule era stato sospeso lo scorso 11 luglio a seguito di un malore. L’ex arcivescovo era già ridotto allo stato laicale dalle autorità della Santa Sede

La sala stampa vaticana informa in una nota che l’ex presule è stato “trovato defunto nella sua abitazione in Vaticano”. “Subito intervenuta l’autorità vaticana per i primi accertamenti, i quali indicano che la morte è dovuta a cause naturali. Il Promotore di Giustizia ha ordinato un’autopsia – si legge ancora – che sarà effettuata oggi stesso e i cui risultati saranno comunicati appena possibile. Il Santo Padre è stato doverosamente informato di tutto”.

Jozef Wesolowski, ha confermato padre Ciro Benedettini, vice direttore della Sala Stampa Vaticana ai giornalisti, “è stato trovato morto davanti alla tv accesa verso le 5 del mattino, da un suo confratello francescano del Collegio dei Penitenzieri”, dove era agli arresti domiciliari. Cinque i capi di accusa che gli venivano contestati: detenzione di materiale pedopornografico, pedofilia in concorso con il diacono Francisco Occi Reyes, ricettazione di materiale pedopornografico, lesioni gravi alle sue vittime adolescenti, condotta che offende la religione e la morale cristiana per aver visitato siti pornografici.

Il religioso polacco era stato arrestato in Vaticano, dietro consenso di Papa Francesco, dopo essere stato riconosciuto colpevole di abusi nei confronti di minori e condannato dalla Congregazione della Dottrina della Fede alla dimissione dallo stato clericale. Inutile l’appello dell’ex nunzio alla sentenza canonica di primo grado, per il religioso erano scattati gli arresti domiciliari nei locali del Collegio dei Penitenzieri, nel Palazzo del tribunale vaticano.

Redazione

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