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Milano, a Palazzo Morando l’eleganza si mette in tavola

È aperta dal 10 giugno al 15 dicembre 2015 presso le sale museali al primo piano di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, via Sant’Andrea 6, la mostra “L’eleganza a tavola”, promossa nell’ambito di ExpoinCittà da Comune di Milano | Cultura, Servizio Musei Storici, in collaborazione con Associazione AMICHAE | Amici di Palazzo Morando e di Palazzo Moriggia.

L’esposizione, a cura di Ilaria De Palma, Conservatore delle Civiche Raccolte Storiche, presenta il nuovo allestimento del cosiddetto “Salottino dorato”. Qui, tra stucchi, consoles, specchiere e sedute di seta, è imbandita una tavola sontuosa in perfetta armonia con la collezione museale permanente e con l’esposizione tutt’intorno di preziosi abiti, maschili e femminili, quest’ultima resa possibile anche grazie al contributo dell’Associazione AMICHAE Milano.

Vera protagonista della mostra è l’eleganza del Settecento: sulla tovaglia in pizzo bicchieri di cristallo, posate d’argento, piatti bordati d’oro provenienti dalla nobile famiglia milanese Durini e le splendide porcellane della manifattura di Meissen, appartenenti alle Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco. Tutti gli elementi sono disposti secondo uno schema rigoroso intorno al centro della tavola, evidenziato da una studiata composizione di finissime sculture della medesima manifattura tedesca, appartenenti alla padrona di casa, la contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini (1876–1945).

“Il cibo e l’alimentazione, tema di Expo Milano 2015, non sono solo un’esigenza primaria della vita, ma anche l’occasione per raccontare la nostra storia attraverso l’evoluzione dei nostri costumi a tavola – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Palazzo Morando è il luogo ideale per raccontare questa ed altre storie della nostra città, avendo nel suo dna il ruolo di testimone della memoria di Milano attraverso le sue stanze, il suo patrimonio, il suo costante lavoro di conservazione e valorizzazione del passato”.

La mostra è l’esito di un attento studio del costume e della moda in auge nel XVIII secolo. Nel “Secolo dei Lumi” le corti europee fanno propri i modelli che arrivano dalla Francia. Al centro del tavolo viene collocato il surtout – una composizione scultorea realizzata con diversi materiali, primo fra tutti la porcellana – e, intorno ad esso, secondo uno schema rigorosissimo, sono disposte le stoviglie. Ogni commensale ha un piatto vuoto davanti a sé e può attingere liberamente il cibo dai pezzi da portata. Il pranzo si articola generalmente in due servizi, il primo prevede le minestre e le entrées di carne e pesce in salsa: occorre dunque disporre attorno al centro della tavola zuppiere, présentoires e salsiere. Nel secondo servizio, dedicato agli arrosti e ai piatti dolci e salati, alcune stoviglie come la zuppiera, vengono sostituite con i piatti d’entremets. La disposizione dei pezzi sulla tavola, oltre ad essere pensata affinché nes­sun commensale si affatichi per servirsi, deve stupire l’ospite: insieme alla ricchezza dei materiali, la varietà delle forme e delle policromie, la profu­sione dell’oro, era la rigorosa orchestrazione di tutti gli elementi intorno al sontuoso surtout che doveva riflettere stile ed eleganza del padrone di casa.

Redazione

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