“Papa Francesco ha nominato S. E. Monsignor Francesco Nolè arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano”. Lo rende noto la Diocesi di Tursi Lagonegro ricordando che “eletto vescovo di Tursi-Lagonegro il 4 novembre 2000, Monsignor Francesco Nolè è stato consacrato vescovo nella Basilica Santuario di Pompei il 10 dicembre 2000 e ha fatto l’ingresso in Diocesi il 7 gennaio 2001. ‘In simplicitate et laetitia’ il suo motto episcopale e il programma che, secondo il suo carisma di francescano conventuale, ha portato avanti nei quattordici anni e quattro mesi di ministero a Tursi-Lagonegro. Nei giorni scorsi ha pubblicato la sua ultima lettera pastorale (Educare alla bellezza del Vangelo con la gioia di San Filippo Neri), in occasione del quinto centenario della nascita di San Filippo Neri, patrono di Tursi e della Diocesi, con la quale incoraggia l’entusiasmo educativo degli oratori che, in diverse parrocchie, stanno conoscendo una rinnovata primavera. Il Vescovo, mentre rende lode a Dio Trinità per il dono della nuova Sede per volontà del Santo Padre Francesco, esprime anche il suo rammarico nel dover lasciare la Diocesi di Tursi-Lagonegro e la Comunità ecclesiale e civile di Basilicata, sentendosi profondamente legato ad esse per le sue radici semplici e francescane. Ringrazia tutti i presbiteri, i diaconi, i religiosi e i fedeli laici per i meravigliosi quindici anni trascorsi insieme come Chiesa che, nonostante tante difficiltoltà e debolezze umane, ha camminato nella volontà di Dio e nella comunione fraterna. Saluta con affetto fraterno il suo confratello e predecessore Monsignor Salvatore Nunnari e i confratelli vescovi della Metropolia, i presbiteri, i diaconi e i seminaristi, i religiosi e tutto il Popolo santo di Dio che è in Cosenza-Bisignano che sente già di amare profondamente. Assicura la preghiera paterna e chiede che ognuno faccia altrettanto per lui. Affida il suo ministero all’intercessione di Maria Santissima del Pilerio e ai santi Francesco di Paola, Umile da Bisignano, Nicola da Longobardi e al beato Angelo da Acri, perché possa continuare a servire il Signore e la Santa Chiesa con la semplicità e la letizia di san Francesco di Assisi e la carità ardente di San Francesco di Paola”.
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