Renzi incassa il “si” relativo all’articolo 4 della legge elettorale in discussione alla Camera. I sì sono stati 342, i no 15, un solo astenuto. Scontro con le opposizioni che hanno scelta la strada dell’Aventino e, dopo una serie di contatti tra i capigruppo di Fi, Lega, M5s, Fdi e Sel, hanno deciso di boicottare la votazione pomeridiana e rivedersi nei prossimi giorni, in vista del voto finale sull’Italicum, per decidere una linea unitaria. Le opposizioni si dicono pronte a raccogliere le firme per il referendum abrogativo. L’ultimo atto, secondo quanto deciso dalla Conferenza dei capogruppo, sarà lunedì sera.
Sembra perdere quota l’ipotesi del voto segreto che potrebbe alla fine favorire la maggioranza e trasformarsi in un boomerang per l’opposizione. “Il vero motivo per cui le opposizioni non stanno votando è che molti di loro se ne sono già andati, e quindi non votare è l’unico modo per non far vedere che i loro numeri calano”, attacca il vice capogruppo Pd a Montecitorio Ettore Rosato.
Nella terza votazione “resistono” i 37 dissidenti dem che si erano registrati nella seconda votazione. Rispetto al secondo voto di fiducia, tuttavia, la maggioranza perde 8 voti. Sono quelli di due Popolari per l’Italia, due di Scelta Civica, e sei di Area popolare.
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