Grazie alla complicità di alcuni camerieri infedeli di ristoranti del centro di Roma, carpivano i codici della banda magnetica delle carte di credito di ignari clienti stranieri e li riversavano su delle carte “vergini”.
Le tessere venivano assegnate ad altri componenti dell’organizzazione, incaricati di utilizzarle presso alcuni esercizi commerciali compiacenti per l’acquisto di merce di vario genere, prevalentemente telefonia mobile di ultima generazione.
Si calcola che la banda, durante la sua attività, abbia provocato danni per centinaia di migliaia di euro.
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