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Lo strano senso del vuoto

Di Vincenzo Calafiore   Cosa rimane poi, quando si viene a perdere entrambi i genitori? La risposta più ovvia sarebbe, il dolore, o il vuoto dell’assenza. Penso che non sia così, poiché pur essendo questi una forma di “ intimità” inviolabile lo stesso verranno superate dal lento scorrere inesorabile della vita, pur con il pensiero di volta in volta alla mamma o al papà estinti. Ritengo siano importanti invece certe immaginazioni, cioè le parole, le espressioni, le abitudini e certe pietanze che a risentirne i profumi naturalmente vien da dire – lo faceva anche mamma o il papà -. Hanno lasciato comunque dei figli o delle figlie che potrebbero non andare d’accordo e se poi ci si mettono i parenti la guerra sarà totale; quindi con la morte dei genitori quasi molte famiglie si sfasciano perché entrano in gioco gli sporchi interessi che non lasciano scampo al legame sanguigno, al rispetto della loro memoria. E’ immorale, indegno. La cosa peggiore che ci capita e alla quale non possiamo sfuggire. Ma queste sono cose già note, che accadono di sovente, e questa è la morte peggiore. Passa il tempo e per chi ha avuto la fortuna di rimanere a vivere nella casa dei genitori, capita aprendo un cassetto di trovare qualcosa che era sfuggito al massacro “del disfarsi di tutto dei defunti,” di far uso delle loro stoviglie, o di usare un loro asciugamano, ecco allora che ritornano alla mente quei loro ricordi e sentiamo in mente le loro risate, le frasi, e di rivederli assieme a noi. Ecco così che vivono ancora, attraverso i ricordi, attraverso gli echi! A riguardo Socrate ebbe a dire: La morte è “un sonno senza sogni” quanto è vero! Ci sono anche situazioni peggiori e sono quelle di quei figli” predatori” che in vita hanno trattato male i genitori, non ne hanno avuto rispetto e che alla loro morte poi indegnamente e ipocritamente si presentano al loro cospetto a depositare fiori e candele; questi sono i figli peggiori quelli senza memoria, che cercano una specie di purificazione e riappacificazione con o della propria coscienza. Ma non è così, non ci potrà mai essere pace: è la vendetta dei morti! Alla loro mancanza per fortuna restano il buon ricordo, gli echi delle loro voci, le fotografie e qualche loro oggetto che noi custodiremo a vita; il loro vuoto sarà riempito dall’affetto di una buona amicizia, o da un fratello o sorella che sia quando si rimane in buoni rapporti. Sarà questa l’eternità, il loro eternarsi?  

Redazione

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