Sarà un “contributo al servizio pubblico radio-tv” con una forbice tra i 35 e gli 80 euro, a seconda delle capacità di spesa dei nuclei familiari (calcolata sul reddito, ma anche sui consumi e altre variabili). Allo studio un’esenzione per le famiglie con soglie di reddito minime.
Pagheranno tutti, anche quelli che hanno fatto disdetta del canone Rai, quelli che non lo pagano perché non posseggono televisori né apparecchi “atti alla ricezione del servizio radio televisivo”.
La stessa legge, che si articola in una riforma radicale della Rai, prevede anche che le risorse affidate a Viale Mazzini siano usate per svolgere il servizio pubblico, e su questo vigilerà un nuovo organo ad hoc. Scompaiono i bollettini di pagamento della Rai. Le simulazioni del Mise garantiscono un gettito di 1,8 miliardi di euro, quello che entra attualmente alla Rai dal canone, ma recuperando tutta l’attuale evasione, stimata nel 27%. In più si potrà giocare su un extragettito preso dalle lotterie, che però varrà qualche decina di milioni d’euro, non di più.
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