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Milano, San Dionigi dopo 10 anni di incuria iniziata la riqualificazione dell’area

Dopo oltre 10 anni di incuria e abbandono, l’area di via San Dionigi Porto di Mare può finalmente essere riqualificata e restituita alla città. Lo hanno comunicato il vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Milano Ada Lucia De Cesaris e l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, che da stamattina coordinano le operazioni di sgombero dei due storici insediamenti abusivi. Tutte le persone presenti (circa una cinquantina) sono state allontanate, le strutture sono state demolite ed è iniziata l’attività di pulizia e messa in sicurezza dell’area, che proseguirà anche nei prossimi giorni. La Polizia locale è intervenuta anche in via Pestagalli per impedire un nuovo tentativo di occupazione, e continuerà a monitorare l’intero territorio con presidi di vigilanza diurna e notturna per impedire la rioccupazione di quella zona o l’occupazione di altre aree limitrofe.

Già 34 persone di famiglie con minori (14) hanno accettato i percorsi di reinserimento nel Centro di Emergenza sociale di via Lombroso. Tutti gli animali (4 cani e 14 gatti) presenti nei campi abusivi sono stati messi al sicuro nel Parco canile del Comune di Milano. Le operazioni procedono bene e l’unico episodio critico – l’incendio di tre bombole del gas – è stato immediatamente risolto dai Vigili del Fuoco. La regia è di Palazzo Marino, che ha chiesto l’ausilio delle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato e Carabinieri) al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la collaborazione di molti soggetti: operatori sociali del Comune, Polizia locale, Protezione civile comunale, Amsa, MM, Asl e i rappresentanti del consolato romeno.

L’area Porto di Mare interessata dallo sgombero è compresa tra via San Dionigi, via Fabio Massimo, il parco Cassinis, il raccordo autostrada del Sole e via Sant’Arialdo: già di proprietà del Consorzio canale Cremona-Po, ancorché in liquidazione, è passata di recente al Comune di Milano. Da oltre 10 anni erano presenti tre insediamenti abusivi: un primo campo prospiciente il raccordo autostradale era stato sgomberato dal Comune di Milano nel 2012 con successiva messa in sicurezza. Oggi sono stati sgomberati i restanti due insediamenti, dopo un percorso iniziato ai primi di luglio con il censimento di 130 persone di cui 38 minori, l’informazione e l’interlocuzione con i rappresentanti delle comunità Rom e delle associazioni del terzo settore. Gli assessorati all’Urbanistica e alla Sicurezza del Comune di Milano e la Polizia locale hanno avviato da tempo il monitoraggio e la vigilanza dei luoghi, per la prevenzione e il contrasto alle attività illegali e pericolose per la sicurezza e per l’ambiente, a partire dalla gestione illecita dei rifiuti, dagli incendi e dalle discariche abusive con rischio per la falda acquifera. In dettaglio, sono stati effettuati 19 interventi negli ultimi tre anni (2 nella seconda metà del 2011, 3 nel 2012, 3 nel 2013, 11 nel 2014). Complessivamente, sono state rilevate 19 violazioni per deposito incontrollato di rifiuti urbani e speciali pericolosi e non, 9 per smaltimento di rifiuti mediante combustione, 1 per scarichi abusivi di acque continuati nel tempo, 2 per trasporto illecito di rifiuti, 14 per incendio, 14 per molestie olfattive, 14 per distruzione o deturpamento di bellezze naturali, 1 confisca a seguito di trasporto illecito di rifiuti pericolosi.

Nel frattempo, si sono poste le basi per la riqualificazione di tutto il territorio, è stato avviato un confronto con gli operatori sportivi e produttivi ed è stato predisposto un nuovo disegno dell’intera area. Il progetto mira a integrare la riqualificazione urbanistica e il recupero ambientale-paesistico, con la salvaguardia delle zone verdi e agricole e, innanzitutto, la bonifica delle aree. L’Amministrazione comunale ha anche aderito al concorso di progettazione Europan XII, per aprire a un dibattito di dimensione europea il processo di riqualificazione dell’area Porto di Mare.

Tre i pilastri del processo: conservare, potenziare e valorizzare le strutture sportive già esistenti; localizzare un’area dedicata alle attività di impresa che faccia da volano per la (ri)nascita del comparto produttivo-artigianale riqualificato secondo criteri innovativi e con un forte accento sui caratteri ambientali; localizzare nuovi servizi. Alcune azioni prevedono la valorizzazione dei manufatti di interesse storico-culturale e ambientale, la riqualificazione e il completamento del tessuto consolidato esistente, in particolare in connessione con il quartiere Mazzini situato a nord, la creazione di una nuova centralità urbana in prossimità della stazione metropolitana, il ridisegno della dotazione di infrastrutture per favorire il collegamento est-ovest, l’attivazione di azioni di supporto sociale.

Redazione

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