“Nel momento in cui liquida l’opposizione alle trivellazioni registrata in Basilicata come frutto dell’azione di quattro comitatini, lei dimostra di non conoscere la realtà in cui si muove, o meglio la nostra realtà lucana!”. In questo modo, il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, replica alle dichiarazioni del presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, sull’estrazione petrolifera in Basilicata. In una lettera aperta indirizzata al premier, Di Trani dice che “la delusione è tanta come la rabbia. Da noi si estrae petrolio dal 1960, diamo tantissimo all’Italia dal punto di vista energetico. Quello che era un territorio incontaminato adesso è l’emblema dell’inquinamento. In questa regione, oltre alle centinaia di siti contaminati – dice ancora – insistono due siti di interesse nazionale, uno a Tito e un altro in val Basento dove la stessa Arpab certifica l’inquinamento delle falde acquifere e chiede ai comuni interessati, tra cui Pisticci, di emettere ordinanza di divieto di utilizzo delle acque a tutela della salute pubblica”. “Sono con il mio presidente Marcello Pittella – prosegue – quando dice che dobbiamo essere ancora risarciti per quello che abbiamo patito e per quello che stiamo patendo. Accanto ai “quattro comitatini” – assicura il sindaco di Pisticci – troverà anche me e la mia gente ad impedirle il raddoppio delle estrazioni e a chiederle il risarcimento per quello che è diventata la Val Basento e per quello che è e sarà la val d’Agri” . Il sindaco Di Trani, infine, invita Renzi ad un incontro sulle estrazioni petrolifere “che si terrà giovedì prossimo, presso il Ministero dello Sviluppo economico, tra tecnici ministeriali, presidente della Regione Basilicata, sindaco di Pisticci, Eni e Tecnoparco”.
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